Lecce, abbandono rifiuti: arriva il sistema di videosorveglianza mobile

E’ stato presentato oggi a Palazzo Carafa il nuovo sistema che consentirà di individuare i cittadini incivili. Multe da 30 a 300 euro

videosorveglianza mobileLECCE – A partire dalla prossima settimana entreranno in funzione tre videocamere digitali da parabrezza correlate di sistema di geolocalizzazione in tempo reale installate sugli automezzi comunali in dotazione agli Ispettori Ambientali che permetteranno di filmare le infrazioni dei cittadini incivili che abbandoneranno rifiuti per strada.
Ogni infrazione potrà essere contestata al momento, ove possibile, o tradursi in una sanzione che verrà recapitata nei giorni successivi.
Le multe andranno da 30 a 300 euro.

Lo scorso 18 gennaio, infatti, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge n.221 del 28 dicembre 2015 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali). Il provvedimento, in vigore da questo mese, è volto a contrastare il fenomeno dell’abbandono nell’ambiente dei rifiuti di prodotti da fumo e di altri rifiuti di piccolissime dimensioni (scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare), prevedendo il divieto di abbandono di tali rifiuti nel suolo, nelle acque e negli scarichi (articolo 40).

L’utilizzo delle videocamere non necessita del parere preventivo del Garante della Privacy, ai sensi dell’art. 5.2 del Provvedimento in Materia di Videosorveglianza – 8 aprile 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010).
La strumentazione è stata acquistata attraverso il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) al costo di € 183,61 per ogni telecamera, oltre IVA.

Questo sistema mobile di videosorveglianza – spiega l’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido – è rivolto non soltanto ad arginare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nelle campagne, negli angoli o ai margini delle strade ma anche a prevenire e combattere certe cattive abitudini che oggi, finalmente, la legge n.221 del 28 dicembre 2015, ha deciso di perseguire. In particolare, fino ad ora, per esempio, non esistevano normative nazionali che limitassero la dispersione nell’ambiente dei mozziconi di sigaretta, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni più attenti come il nostro. A partire da questo mese è arrivata quindi una svolta importante. Anche le semplici cicche di sigaretta sono riconosciute come un rifiuto pericoloso per l’ambiente e non facilmente biodegradabile; le fibre di acetato di cellulosa, di cui è composto il filtro, una volta immesse nell’ambiente, non scompaiono ma si accumulano nel suolo e nelle acque superficiali e in quelle marine. II danno ambientale viene aggravato dalle 4000 sostanze chimiche che il filtro ha assorbito durante la combustione della sigaretta”.

L’emergenza ambientale provocata dalle cicche – aggiunge l’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido – è frutto della mancanza di norme comportamentali, della scarsa consapevolezza della loro pericolosità e della cattiva gestione di questo rifiuto. Le cicche di sigaretta disperse nell’ambiente non sono solo brutte da vedere, ma costituiscono una reale minaccia per la vita acquatica e la fauna selvatica. Ogni anno milioni di animali marini perdono la vita a causa dell’ingestione di cicche di sigaretta scambiate per cibo. Occorre tenere presente che la raccolta delle cicche, infine, risulta particolarmente difficile a causa delle loro ridotte dimensioni. I mozziconi di sigaretta, infatti, rimangono facilmente intrappolati nelle fessure, nelle intercapedini, nei tombini e nei cespugli, dove i mezzi di spazzamento manuali e meccanici non riescono ad arrivare. Negli ambienti naturali si rende addirittura necessaria una raccolta manuale, con costi elevati, per rimuoverle dalle rocce, dalla vegetazione e dalle spiagge. La collettività spende cifre considerevoli per ripulire strade e marciapiedi dalle cicche, con risultati non sempre soddisfacenti”.