Barletta, approvato il IV Piano sociale di zona in consiglio comunale

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I dettagli

BARLETTA – Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il IV Piano Sociale di Zona dell’ambito territoriale di Barletta 2018 – 2020.

Dobbiamo essere orgogliosi di votare questo Piano sociale – ha detto in aula il sindaco Cosimo Cannito – perché non è un provvedimento della maggioranza ma l’epilogo di un percorso complesso e importante e, atteso che va dato atto del grande lavoro svolto dal Settore delle Politiche sociali, è il frutto del lavoro e dell’impegno di tutti i soggetti e gli attori coinvolti nella redazione, fra cui le associazioni di volontariato”. “Esso – ha aggiunto Cannito – può apparire a tratti freddo e rigido, fatto di cifre e parametri, ma dietro quei numeri è sotteso un indirizzo che è contenuto anche nelle nostre linee di mandato, che è quello di creare un pronto soccorso sociale e un welfare di prossimità per limitare le sacche di povertà, marginalizzazione, di solitudine, di degrado e violenza”.

Per non parlare – ha detto ancora il primo cittadino – dei poveri invisibili, ossia dei tanti che, per pudore e dignità, non si rivolgono ai servizi sociali e che dobbiamo essere in grado di individuare anche perché, spesso, dove c’è povertà ci sono anche tanti altri problemi”. “Dobbiamo essere in grado di aiutare tutti quelli che ne hanno bisogno – ha concluso il sindaco Cannito – lavorando anche con le parrocchie che, in tal senso, possono essere un osservatorio privilegiato”.

Alcuni cenni sul IV Piano sociale di Zona
Nella redazione del IV Piano sociale di zona, il Settore Servizi sociali è partito dall’analisi del contesto socio-economico e demografico del territorio di Barletta (al 31.12.2017), evidenziando l’accentuarsi di alcuni fenomeni demografici quali il graduale crescere della popolazione; l’invecchiamento della popolazione; l’aumento della popolazione nelle zone di nuova espansione urbana; la contrazione del numero dei nuclei familiari con figli; lo scarso ricambio generazionale; il costante, sia pur lento, aumento della popolazione straniera.

Fenomeni che hanno reso necessario, fra le altre cose, consolidare le politiche e le strategie di inclusione socio-lavorativa; tenere conto dell’aumento di anziani non autosufficienti e bisognosi di cure; sostenere le famiglie con diversi servizi; potenziare la rete di accesso ai servizi e sportelli dedicati (giovani, immigrati, anziani,…); attivare protocolli operativi con gli altri enti pubblici e con il privato sociale; incoraggiare la nascita di strutture autorizzate private per ampliare l’offerta di strutture sociali e sociosanitarie del territorio; intersecare più progettazioni per acquisire finanziamenti regionali e nazionali aggiuntivi; valutare l’impatto dei servizi sul territorio, per garantire il mantenimento di quelli essenziali anche con risorse del bilancio comunale; ottimizzare il coordinamento tra istituzioni, in particolare con la Asl, per costruire e potenziare i servizi socio sanitari integrati; consolidare i patti di partecipazione con le organizzazioni sindacali e gli altri attori sociali; mettere in atto tutte le strategie per garantire la qualità del lavoro sociale, anche attraverso nuove assunzioni di personale.

Il metodo utilizzato è stato quello della programmazione partecipata, dell’incontro-confronto tra soggetti pubblici e privati che rappresentano interessi ed esigenze diverse, finalizzata alla definizione di strategie su obiettivi condivisi.

Con deliberazione di Giunta Comunale n.34 del 08.02.2018, è stato dato concreto avvio alle attività di programmazione partecipata del IV Piano Sociale dell’Ambito Territoriale di Barletta, lavorando per ambiti tematici. Sono stati cinque quelli individuati:
1) prima infanzia minori e famiglie;
2) contrasto alla povertà e percorsi di inclusione attiva (percorsi di inclusione socio-lavorativa; prevenzione e contrasto alle dipendenze patologiche ecc..);
3) accoglienza e welfare d’accesso (rete per accesso e presa in carico integrata socio-sanitaria ecc..);
4) presa in carico integrata delle disabilità e non autosufficienze (cure domiciliari integrate; abbattimento barriere architettoniche; progetti di vita indipendente e il Dopo di noi; servizi a ciclo diurno per anziani, disabili e non autosufficienti; servizi per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità; altre strutture residenziali per disabili ed anziani; rete di servizi e strutture per il disagio psichico ecc..)
5) prevenzione e contrasto della violenza di genere e del maltrattamento.

Si è registrata la partecipazione attiva di enti, associazioni, sindacati, organizzazioni e cittadini e sono stati sottoscritti 16 patti di partecipazione.