Bari, oltre 1350 partecipanti a “Con il corpo e con la voce”

attività del primo festival contro la violenza sulle donne e le discriminazioni

Si è trattato di attività gratuite del primo festival sul contrasto alla violenza di genere e le discriminazioni

BARI – Si sono concluse ieri le attività del primo festival sul contrasto alla violenza di genere “Con il corpo e con la voce”, promosso dall’assessorato al Welfare e dalle realtà cittadine impegnate sul tema nell’ambito della manifestazione “Generare culture nonviolente” e coordinato dal Consorzio Elpendù e dalla cooperativa Progetto Città.

Attraverso un fitto calendario di iniziative gratuite, in programma dal 22 al 30 novembre, per la prima volta diverse associazioni, istituzioni e cittadini hanno potuto confrontarsi e riflettere insieme, nel corso di una rassegna dedicata, sulla necessità di affrontare la questione con un approccio culturale finalizzato a promuovere, in ogni contesto, il rispetto nei confronti degli altri. Il festival ha visto alternarsi percorsi di educazione e sensibilizzazione rivolti soprattutto a bambini e ragazzi, a operatori sociali, educativi e socio-sanitari, performance artistiche, seminari, spettacoli, mostre, momenti di confronto e “Muri parlanti”, i laboratori educativi di street art effettuati con alcuni studenti del liceo artistico “De Nittis” che si conclusi con la realizzazione di un grande murales collettivo disegnato nella Casa delle Culture, al quartiere San Paolo.

Oltre 1350 persone, tra adulti e minori, hanno partecipato alle 37 le attività gratuite, realizzate prevalentemente presso la Casa delle Culture, in spazi pubblici all’aperto, presso l’Università “Aldo Moro”, nelle sedi di alcune associazioni e in alcune scuole della città.

La rassegna si chiuderà questa sera con l’avvio del tavolo tecnico cittadino per la redazione e la sottoscrizione del protocollo di intesa sulla prevenzione contro la violenza sulle donne e ogni forma di discriminazione e con l’esibizione musicale del gruppo “Faraualla” nella Casa delle Culture.

Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione dei cittadini – commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico – frutto del lavoro congiunto tra l’assessorato al Welfare e la rete delle realtà impegnate su questo fronte, sotto il coordinamento del consorzio Elpendù. Un successo scaturito anche dalla costruzione diffusa di questa prima edizione del festival, che ha avuto il suo cuore pulsante nel quartiere San Paolo, all’interno della Casa delle Culture, un luogo fisico e simbolico di accoglienza ed educazione alla diversità. Per noi è un risultato fondamentale, reso possibile grazie al lavoro quotidiano di prevenzione, informazione ed educazione alle differenze e all’affettività, che portiamo avanti in modo autentico in tutti i contesti educativi e informali della città, nelle piazze, nelle scuole e nei centri del welfare.

I percorsi formativi su queste tematiche sono un lavoro, e assieme una sfida sociale e culturale, che si sviluppa attraverso un’azione multiforme di programmazione e impegno politico, con l’obiettivo di rendere integrati, strutturali e multidisciplinari i piani antiviolenza nazionali e locali e le varie strategie di contrasto alla violenza. Gli interventi non possono più essere straordinari ma strutturali e basati sull’implementazione di azioni di tutela, sostegno, orientamento, reinserimento sociale, abitativo e lavorativo delle vittime. È necessario investire sulla definizione di procedure chiare e sulla formazione continua affinché ciascuno abbia gli strumenti per attivare le reti di sostegno necessarie. A breve ripartiremo con la formazione integrata assieme alla ASL, alle forze dell’ordine e agli operatori sociali proprio per potenziare lo sportello itinerante, i progetti del Binario Rosa e quelli avviati nei punti di pronto soccorso ospedalieri e per lanciare nuove campagne di sensibilizzazione. Allo stesso tempo continueremo con il lavoro educativo rivolto alle nuove generazioni, attraverso percorsi sulle differenze, l’affettività e la sessualità, nel tentativo di sradicare le rappresentazioni collettive e individuali fondate su stereotipi sgradevoli e sul sessismo”.