Trevisi su discarica nel Nord Salento

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“Grave rischio di aumento dell’inquinamento”

Antonio TrevisiLECCE – In quello che è ancora feudo di Lecce ma proprio all’incrocio dei territori di Surbo, Trepuzzi e Squinzano, nella porzione centrale delle cave Trio, in parte ancora attive, dovrebbe sorgere la discarica di rifiuti speciali non pericolosi, su tre settori distinti per lo stoccaggio. Un paesaggio lunare, un colpo d’occhio potente, tra gli ulivi e le masserie diroccate, una delle quali, a pochi metri, ancora abitata, e a pochi passi dall’abbazia di Cerrate e dalla marina di Casalabate, ma soprattutto dai centri abitati di Surbo e Trepuzzi.
A depositare lo studio di impatto ambientale l’8 agosto scorso è stata l’Ati composta dalle società Geoambiente e Trio, quest’ultima proprietaria del sito. Un progetto passato inosservato per almeno tre settimane, complice anche il periodo feriale di agosto. I dettagli tecnici fanno tremare l’intero territorio: si parla infatti di una capacità volumetrica totale pari a 650mila mc, la discarica verrà colmata attraverso la sovrapposizione di 4 strati di rifiuti dell’altezza di circa 5 metri. Sulla base delle valutazioni effettuate in ordine al possibile bacino d’utenza della discarica, si è assunta l’ipotesi di un potenziale conferimento dell’ordine di 80mila tonnellate l’anno di rifiuti.

Il Capogruppo M5S al Consiglio Regionale Antonio Trevisi sta studiando a fondo questa vicenda: “Nel progetto per la discarica, i cui documenti sono pubblici ho potuto constatare che i proponenti hanno inserito numerosi codici CER inerenti rifiuti speciali non pericolosi, tra cui sono presenti anche codici CER in cui sono inseriti materiali poco identificabili come il codice 19 12 12, che classifica i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce precedente, con il rischio che in questa discarica ci vada a finire un po’ di tutto. E’ evidente che nessuno di questi territori possa accettare la realizzazione di questo progetto, non ci faremo prendere in giro dal possibile bluff di chi vuole raccontare che questa discarica non inquina. Le cave Trio furono realizzate in passato per estrarre il tufo del sottosuolo e le rocce di quella zona sono tutte permeabili per cui l’acqua di precipitazione si infiltra nel sottosuolo andando ad alimentare la falda che defluisce attraversando il sottosuolo di aree irrigue ed urbane. Il vero rischio è che i fluidi che si accumulano sul fondo siano destinati ad infiltrasi nel sottosuolo raggiungendo la falda provocando l’inquinamento dell’acqua sotterranea anche perché come molti tecnici sanno nessuna membrana impermeabile è resistente in eterno.”
Accanto a queste indicazioni tecniche – conclude Trevisi – personalmente ritengo opportuno valutare l’effettiva necessità di conferimento in questa nuova discarica, al fine di scongiurare un’autorizzazione finalizzata probabilmente a coprire esigenze di smaltimento di altre regioni. E’ assurdo utilizzare un discarica di rifiuti speciali soprattutto privata, per accogliere i rifiuti provenienti dal Trattamento meccani biologico dei rifiuti urbani”.