Taranto, Labriola su Ilva

167

“Sicurezza pura utopia, e i commissari stanno a guardare”

palazzina Direzione IlvaTARANTO – “La caduta improvvisa dall’altezza di 60 metri di una pesante puleggia da una gru Ilva nel porto di Taranto, episodio segnalato con preoccupazione dai sindacati e che avrebbe potuto portare al ferimento degli operai al lavoro, la dice lunga sullo stato di obsolescenza e precarietà in cui versano gli impianti dell’acciaieria, la cui manutenzione rappresenta un vero e proprio buco nero. La storia recente degli stabilimenti è costellata da una serie infinita di incidenti, che hanno spesso comportato il ferimento dei lavoratori e talvolta, purtroppo, anche il decesso, come lo scorso settembre, quando un venticinquenne perse la vita. E’ di pochi giorni fa, invece la richiesta di rinvio a giudizio per sette persone per la morte di un altro operaio, deceduto il 12 giugno 2015 dopo essere stato travolto da fiamme e ghisa incandescente. Ilva è oggi un ambiente nel quale è rischioso operare, un impianto malsano e pericoloso, che non tutela minimamente i propri lavoratori, e di questo Roma sembra non curarsene affatto”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia componente della commissione Ambiente della Camera dei Deputati.
Anche sul fronte della sicurezza è palese il nulla di fatto dei commissari Ilva – prosegue Labriola –. Lo Stato ha sottovalutato enormemente il problema, nonostante le ripetute denunce da parte dei sindacati e dei lavoratori sulla necessità di interventi importanti a partire da nastri trasportatori e dagli altiforni. La cessione in corso porterà ad altri due anni di paralisi, mentre gli operai continueranno a rischiare quotidianamente la vita”.