Taranto, il 21 febbraio va in scena “L’uomo calamita”

Sabato, per «Periferie» del Crest, sul palco dell’auditorium TaTÀ di Taranto “L’uomo calamita” di El Grito e Wu Ming tra illusionismo, musica dal vivo e narrazione storica

TARANTO – Un esperimento visionario tra circo e letteratura approda a Taranto, dove va in scena “L’uomo calamita”, in programma sabato 21 febbraio, alle ore 21, all’auditorium TaTÀ per la stagione «Periferie» del Crest, sostenuta dalla Regione Puglia. Lo spettacolo, scritto e diretto da Giacomo Costantini, fonde illusionismo, musica dal vivo e narrazione storica e nasce dall’incontro tra Circo El Grito e Wu Ming Foundation.

Al centro, un supereroe che combatte l’assurdità della guerra. Tra funambolismi del corpo e della lingua, lo spettacolo intreccia i gesti estremi di un circense con le frasi di un racconto e le note di uno spartito. Spericolate acrobazie, magie surreali e colpi di batteria costruiscono un universo sospeso tra storia e fantasia: quello di un circo clandestino durante la Seconda guerra mondiale.

La storia, che parla molto anche del presente, risale all’11 settembre 1940, quando una circolare del capo della polizia ordina il rastrellamento di carrozzoni e carovane. L’Uomo Calamita e altri «fenomeni da baraccone» si ritrovano braccati e senza tendone. Per sfuggire alla persecuzione, i circensi si danno alla macchia. E con l’aiuto di una bambina di otto anni di nome Lena, che ha perso il suo supereroe preferito e lo spettacolo atteso da mesi, usano poteri, astuzia e magnetismo per sfidare il nazi-fascismo.

In scena il pubblico vedrà l’Uomo Calamita alle prese con i suoi superpoteri

metalli che si attaccano al corpo, equilibri impossibili, catene, una vasca d’acqua. Ma quando sfiderà la morte, lo farà sul serio. E mentre il pubblico trattiene il fiato, Cirro, alias il compositore e batterista Fabrizio Baioni, trasforma la rabbia in ritmo, con una partitura interamente eseguita dal vivo, con la voce narrante di Wu Ming 2 che non solo fa da guida al racconto, ma vi prende parte, fino a un esercizio decisivo da cui dipende la vita del protagonista.

Il lavoro nasce da un dialogo creativo durato due anni: la costruzione di un dramma circense intrecciata alla scrittura di un romanzo storico. Attorno a Costantini e Wu Ming 2 figura, infatti, una squadra che ha trasformato parole e musica in gesto, dalla cofondatrice di Circo El Grito, Fabiana Ruiz Diaz, al coreografo Giorgio Rossi, dal regista Tonio De Nitto allo scrittore Luca Pakarov, fino al designer Simone Alessandrini e all’illustratrice Marie Cecile.

La storia si ispira ai sinti che presero parte alla Resistenza con il battaglione Leoni di Breda Solini dopo essere fuggiti dal campo di concentramento di Prignano sulla Secchia (in provincia di Modena) dove furono rinchiusi a settembre del 1940. Di notte facevano sabotaggi, di giorno andavano in scena con il loro circo partigiano, libero e magnetico. Tra l’altro, magnetico per davvero è Costantini, che scoprì i propri poteri nel 2003 durante una tournée nell’Europa dell’Est. I metalli gli si attaccano al corpo. Così, tra ipnosi e magnetismo animale, nasce un’opera che sfida i generi e le leggi di gravità, per un inno poetico alla disobbedienza che è un numero da brivido contro ogni dittatura.

Al termine dello spettacolo, per il ciclo «Parliamone», gli artisti dialogheranno con il pubblico e la giornalista Marina Luzzi.

Biglietto unico € 15. Info 333.2694897 – www.teatrocrest