Taranto, Ilva: Labriola su maxi inchiesta cemento malato

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“Sequestro Ilva è riprova di emergenza ambientale non superata”

palazzina Direzione IlvaTARANTO – “L’indagine della Dda di Lecce sul cemento prodotto dalla Cementir di Taranto con rifiuti pericolosi, provenienti dall’Ilva e dalla centrale Enel di Cerano di Tuturano nel brindisino, la dice lunga su come la questione ambientale nel capoluogo ionico, e non solo, rimanga drammaticamente aperta. I sequestri ordinati stamane, tra questi i parchi Ioppa d’altoforno dell’acciaieria, nonché l’elevato numero di indagati, evidenziano una situazione tutt’altro che chiara, che dovrebbe mettere in allerta in primo luogo il governo, che da alcuni anni gestisce direttamente l’Ilva in vista della cessione. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, alla luce dei fatti odierni, e di un processo di bonifica rimasto ancora in gran parte sulla carta, ritengo che il governo debba mostrare un atteggiamento responsabile, affinchè la questione ambientale legata a Taranto, all’Ilva e ora anche alla Cementir, venga affrontata con la massima determinazione”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia componente della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.