Bari

“Due Sassi nello Stagno” di Giuseppe Volpe: la presentazione il 5 maggio a Bari

BARI – “Giudici ragazzini”. Tale l’espressione dispregiativa con la quale Cossiga definì negli anni 90 una generazione di giudici nati a cavallo del 1950. Salvo in seguito correggere il tiro, precisando di aver voluto censurare il CSM, che mandava allo sbaraglio, anche nella lotta alla mafia, giovani giudici privi di esperienza. Ed intanto era stato ucciso dalla Stidda Rosario Livatino. A quei giovanissimi magistrati si ispira il romanzo di esordio di Giuseppe Volpe – già Capo della Procura della Repubblica a Bari – “Due Sassi nello Stagno” – ERF Edizioni.

Dedicato quanti finirono nelle cronache dei media, per aver nella professione incrociato mafia e criminalità organizzata o terrorismo. Ma anche a chi operò in ruolo più defilato trovandosi a fronteggiare situazioni difficili malgrado la preparazione non specifica. Un racconto dove la solitudine di un giudice istruttore meridionale è alle prese con gli omicidi di due giovani ragazze, uccise l’8 marzo – Festa della Donna – nella medesima strada e quasi alla stessa ora, di una cittadina tranquilla sul lago del nord Italia. Il finale ovviamente a sorpresa.

Il libro sarà presentato per la prima volta a Bari martedì 5 maggio ore 18,30 all’Officina degli Esordi (Via Crispi, 5), dove dopo i saluti istituzionali dell’Assessore alle Culture del Comune di Bari, Paola Romano, a dialogare con l’autore saranno Maria Pia Vigilante – Avvocata penalista e Roberto Rossi – Procuratore della Repubblica. L’incontro sarà moderato da Giuliano Foschini – Giornalista.

Giuseppe Volpe (Terlizzi, 1950)

Magistrato ordinario dal 1976 al 2020 come giudice di tribunale, pretore e successivamente pubblico ministero. Sostituto della Procura Generale presso la Corte di Cassazione e Capo delle Procure della Repubblica di Tempio Pausania (SS) e Bari. Autore nel 2017 di ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (Procuratore di Bari contro Presidente del Consiglio dei Ministri) che conseguiva dalla Corte costituzionale la declaratoria d’incostituzionalità e l’annullamento della norma introdotta l’anno precedente per la quale la polizia giudiziaria aveva l’obbligo di riferire alla gerarchia le informative indirizzate alla magistratura.

Redazione Puglianews24
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