Caporalato, CIA Due Mari: “Non solo repressione, serve un cambiamento vero”

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No alla criminalizzazione, le aziende scontano lacune sistemiche da risolvere. Ridurre il costo del lavoro, più flessibilità per il lavoro stagionale, meno burocrazia . Nessun sostegno per regolare domanda e offerta, eccessivo carico degli oneri sociali

TARANTO – “Sul lavoro agricolo, sulle sue specificità legate alla stagionalità e a esigenze peculiari dovute all’alta variabilità nell’andamento dei raccolti, sono necessarie riforme radicali: il caporalato può essere sconfitto, ma più dell’approccio repressivo è necessario un quadro di regole che permetta flessibilità, reale abbassamento del costo del lavoro, meno burocrazia“.

E’ Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a intervenire sul tema del lavoro stagionale in agricoltura, alla luce di quanto sta accadendo in queste settimane nel Tarantino, con numerosi arresti per caporalato.

Lo sfruttamento dei lavoratori è inaccettabile, sempre, e per fermarlo occorre soprattutto che le aziende sane, la stragrande maggioranza, siano realmente aiutate a rispettare le regole. Il quadro normativo attuale, però, non aiuta le imprese: non c’è nessun sostegno all’incontro tra domanda e offerta di lavoro stagionale; gli imprenditori agricoli non sono messi nelle condizioni di poter fare un ‘piano assunzioni’ basato sulle reali esigenze dei cicli colturali e sulla variabilità dell’andamento dei raccolti; il costo del lavoro è fra i più alti d’Europa, con un carico eccessivo di oneri sociali“, ha aggiunto Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari.