Le indagini, partite nel 2019 a seguito dell’incendio di un’auto di una professionista che collaborava con l’Ente previdenziale, hanno consentito di accertare che il medico, insieme al funzionario amministrativo e al dipendente del patronato Caf – questi ultimi due con il ruolo di intermediari – avrebbe ricevuto denaro e altro da persone, indagate nell’ambito del blitz di oggi, che così ottenevano senza visita medica il riconoscimento di invalidità totali per percepire la pensione Inps, oppure il passaggio di categoria da invalidità sottoposta a valutazione periodica a invalidità permanente.
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