“Traetta300”: le radici di un genio per il festival a lui intitolato a Bitonto

Sabato 24 ottobre, al Teatro Comunale di Bitonto. un viaggio tra memoria e contemporaneità. Il progetto di Flavio Stroppini vede coinvolti Maurizio Pellegrini e Gabriele Cavallo

BITONTO – Le radici di un compositore, la forza della sua musica e la possibilità di raccontarne l’eredità attraverso linguaggi nuovi. È da questo intreccio che prende avvio “Traetta300 – Le radici di Traetta”, appuntamento inserito nella programmazione del Traetta Opera Festival in corso a Bitonto, città natale di uno dei protagonisti della cultura musicale europea del Settecento. Lo spettacolo, in programma sabato 24 ottobre, alle ore 20, nel Teatro Comunale, porta la firma di Flavio Stroppini con Maurizio Pellegrini e si arricchisce delle musiche del pianista Gabriele Cavallo, da lui stesso eseguite in scena.

Pensato come un dramma radiofonico dal vivo, il progetto inaugura un percorso narrativo e musicale che intreccia parole contemporanee, forme antiche, musica, suoni e rumori per esplorare l’infanzia di Tommaso Traetta e il legame con la sua città. Una scelta espressiva che trova un interlocutore naturale in Flavio Stroppini, regista e drammaturgo del settore fiction audio della Radiotelevisione Svizzera, le cui opere hanno ottenuto alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali del settore: il Grand Prix Nova nel 2022, 2024, 2025 e 2026 e il Prix Italia nel 2023, oltre al Prix Marulić nel 2024.

Autore anche per il cinema e la televisione, Stroppini ha pubblicato opere in prosa e poesia, muovendosi tra linguaggi e forme narrative differenti. Nel 2023 ha inoltre vissuto un’esperienza fuori dall’ordinario grazie a una residenza artistica che lo ha portato a trascorrere un mese su una barca arenata tra i ghiacci del Polo Nord, raccontata nel libro «Una passeggiata artica», pubblicato da Ediciclo Editore.

Il punto di partenza dello spettacolo sono le poche certezze biografiche disponibili sui primi anni di vita di Traetta

uno spazio in cui storia e immaginazione s’incontrano per restituire una vicenda personale dal significato universale.

Al centro del racconto c’è la battaglia di Bitonto del 1734, episodio drammatico della storia cittadina al quale Traetta, nato nel 1727, assistette da bambino. La distruzione, le esplosioni, i rumori sordi e le grida diventano materia sonora e narrativa, evocando non soltanto un evento storico, ma la tragedia di ogni guerra. Quella guerra diventa tutte le guerre, quel bambino tutti i bambini, costretti ancora oggi a vivere sotto il peso della violenza.

È in questa trasformazione che si trova il cuore dello spettacolo: i suoni della distruzione diventano il punto di partenza di una possibile missione, trasformare il rumore in suono, la guerra in armonia. La musica si fa così linguaggio capace di rielaborare il dolore e restituirlo in una forma nuova, aprendo uno spazio di ascolto e riconciliazione. Non una ricostruzione storica convenzionale, dunque, ma un’esperienza che interroga il passato per parlare al presente.

Una volta lasciata la città natale, Traetta si confrontò con i principali centri musicali europei, contribuendo con la propria ricerca all’evoluzione del melodramma. Riscoprirne la figura significa valorizzare un’eredità artistica che supera i confini locali e nazionali, aprendola a nuove interpretazioni e a pubblici diversi. E con «Le radici di Traetta», il festival a lui dedicato avvia un cammino che accompagnerà la città verso il 2027, anno del trecentesimo anniversario della nascita del compositore e del 250esimo della morte, avvenuta nel 1779. Un doppio anniversario che diventa occasione per rinnovare il dialogo tra memoria e contemporaneità.

I biglietti sono acquistabili sul circuito DiyTicket e al botteghino del teatro. Info 080.3742636 (WhatsApp) o www.traettafestival.it.