Tecnologia 5G, campagna informativa di Vox Italia

84

logo vox italia

Moratoria reti 5G

FOGGIA – Il partito VOX ITALIA ha lanciato una CAMPAGNA INFORMATIVA NAZIONALE sui rischi per la salute legati alla tecnologia 5G.

I Circoli di Vox Italia della provincia di Foggia e della provincia di BAT hanno aderito alla CAMPAGNA INFORMATIVA NAZIONALE sui rischi per la salute legati alla tecnologia 5G scrivendo ai Sindaci della provincia di Foggia e della provincia di BAT CHIEDENDO loro di VIETARE (CON UN’ORDINANZA CHE PERMETTEREBBE DI ERGERSI A DIFENSORI DELLA SALUTE DEI CITTADINI) l’implementazione di reti 5G sul territorio comunale, limitando così l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici artificiali (Cem). In ossequio al “PRINCIPIO DI PRECAUZIONE” (garantire un alto livello di protezione dell’ambiente PRENDENDO posizioni preventive in caso di rischio, ex art. 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea), fatto proprio dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea secondo cui “LA PROTEZIONE DELLA SALUTE HA LA PRECEDENZA SULLE CONSIDERAZIONI ECONOMICHE”, numerose Municipalità in Italia e all’estero (300 Sindaci degli Stati Uniti, la Municipalità di Bruxelles, oltre ad altre numerose territorialità in Olanda e in Svizzera) hanno già deliberato il “divieto di sperimentazione e/o di installazione della tecnologia 5G” sui loro territori, rifiutandosi di rendere i propri cittadini delle cavie. Per questo hanno già emanato ordinanze di DIVIETO, nella Regione Puglia, (DA ULTIMO) i Sindaci di Spongano (LE), ordinanza del 10 aprile 2020; di Neviano (LE), ordinanza del 3 aprile 2020; di Parabita (LE), ordinanza del 2 aprile 2020; di Aradeo (LE), ordinanza del 18 marzo 2020 e di Racale (LE), ordinanza del 20 gennaio 2020.

Il sindaco è investito di preminenti funzioni e prerogative in materia di tutela della salute pubblica e l’installazione e l’esercizio di antenne 5G può mettere a rischio la salute pubblica, come dimostrano gli STUDI SCIENTIFICI che stanno portando avanti, tra gli altri, le Associazioni “ISDE” (Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente) https://www.isde.it/, pagina speciale Isde su 5G: https://www.isde.it/speciale-isde-su-5g-materialedocumenti-e-iniziative-in-giro-per-litalia/, “A.P.P.L.E.” (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog) http://www.applelettrosmog.it/ ed AIE (Associazione Italiana Elettrosensibili) https://www.elettrosensibili.it/, che ancora ad oggi NON ESCLUDONO LA PERICOLOSITÀ DEL 5G PER LA SALUTE DELL’UOMO, mentre invece numerosi e autorevoli studi correlano l’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali (Cem) all’insorgere di cancro, malattie neuro-degenerative, elettrosensibilità, danni al Dna, alterazioni del sistema riproduttivo e immunitario. Finora la ricerca sugli effetti biologici delle frequenze 5G, soprattutto sulle onde millimetriche, è stata scarsissima; non ci sono studi epidemiologici e si sa solo che le ghiandole sebacee, con la loro forma a tubo elicoidale, costituiscono delle antenne riceventi per le onde millimetriche e ne sono quindi il target primario. Fino ad oggi le onde millimetriche, che creano una sensazione di riscaldamento intenso, erano state usate solo in ambito militare per i sistemi di dispersione delle folle.

In sostanza, secondo tutte le fonti pubbliche sinora consultate e disponibili, non esistono prove che l’uso del 5G si possa considerare sicuro per la salute e, dunque, sembra che queste frequenze siano state concesse all’industria senza che il Governo italiano si sia minimamente preoccupato dei rischi per la salute pubblica e per l’ambiente, esponendo la vita umana ed animale ad una vera e propria sperimentazione, vista la mancanza di prove dell’assenza di danno. Qualsiasi sperimentazione sull’Uomo CHE AVVENGA senza il suo individuale consenso, rappresenta una violazione del Codice di Norimberga, e risulta pure che siano già stati depositati esposti basati su tale ultima considerazione presso le competenti autorità sovranazionali proprio in ambito d’inquinamento da standard “5G”. Nell’attuale situazione di pandemia è oltretutto doveroso non aggravare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici artificiali (Cem).