Taranto, Labriola su Ilva

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“Bene Emiliano. Ora sistema sanitario ad hoc e superamento azienda”

palazzina Direzione IlvaTARANTO – “L’inquinamento prodotto dall’Ilva continua a colpire la salute di cittadini e lavoratori, ad uccidere adulti e bambini, penalizzando principalmente gli abitanti dei quartieri più vicini all’azienda, Tamburi e Paolo VI in primis. Lo confermano, ancora una volta, i numeri, quelli presentati stamane in Regione. Uno scenario drammatico di fronte al quale serve la determinazione di dire basta”, così l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo in commissione Lavoro per il Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.
Ben venga la presa di coscienza del presidente Emiliano, con la decisione di non assecondare in silenzio il volere di Roma – prosegue Labriola –. I fronti sui quali agire sono due. Il primo riguarda la fase emergenziale, con la necessità di dare a Taranto un sistema sanitario ad hoc, perché per affrontare una situazione che va oltre l’ordinario, servono mezzi straordinari. La sanità tarantina sia estrapolata dal contesto regionale, con la creazione di strutture adeguate, considerando per di più che i cittadini che abitano i quartieri popolari prossimi all’Ilva, nei quali è più facile ammalarsi, non hanno spesso i mezzi economici per andarsi a curare altrove. Il fallimento delle politiche governative, delle mancate bonifiche, è lampante nei dati diffusi oggi da Emiliano e dal report che pubblicò un anno fa il Sole 24 ore, che evidenziava come la crisi Ilva sia una palla al piede per il nostro PIL. La città è sempre più povera e sempre più ammalata. E’ doveroso intervenire subito e al tempo stesso programmare un futuro di riscatto, che abbia nella riconversione dell’economia cittadina il punto fermo. Taranto può avere un futuro diverso e migliore, attraverso il turismo, la cultura, l’artigianato, la pesca e l’agricoltura. Ma anche guardando ad un’impresa pulita e innovativa”.