PSR, proposta di modifica dei criteri di ripartizione

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pietro buongiorno

Uila Puglia, Buongiorno: “Sbagliato classificare i territori in base alle perfomance economiche. Ci si ricordi che Il Sud dà lavoro al 61% della manodopera agricola”

BARI – “Rivedere i criteri per la ripartizione dei Fondi del FEASR è una scelta sbagliata perché ciò comporterebbe per la Puglia una revisione al ribasso della dotazione del futuro PSR“.

Così il Segretario Generale Uila Puglia, Pietro Buongiorno commenta la proposta avanzata dall’Emilia Romagna per l’adozione di un nuovo sistema di calcolo per la ripartizione dei fondi destinati all’agricoltura, sistema che si baserebbe sull’indice oggettivo di riparto (IRP) che darebbe un maggior peso ponderante (15%) alla PLV (Produzione Lorda Vendibile) e quindi alla competitività ed alle performance economiche delle aziende rispetto al criterio della spesa storica. Per il calcolo dell’indice IRP verrebbero, infatti, ponderati anche il valore della Sau Istat 2016 (25%), il numero delle aziende agricole Istat 2016 (25%), la superficie forestale secondo Ifn 2016 (25%) e la popolazione nelle aree rurali C e D (10%).

Se analizziamo i dati forniti dalla stessa regione guidata da Bonaccini nel documento con cui avanza la proposta di revisione del sistema di calcolo – esordisce Buongiorno- notiamo che l’Emilia Romagna possiede un numero di aziende pari a 59.674 (il 5,21% del totale italiano), mentre se consideriamo la Puglia parliamo di 195.795 aziende pari al 17% del dato complessivo nazionale. Tuttavia mentre l’Emilia Romagna possiede una PLV media di oltre 6miliardi (11% del totale nazionale), la Puglia arriva a 4,5miliardi (8% del totale nazionale). E’ chiaro, quindi, che assegnare un maggior peso ponderale alla PLV falsa i rapporti tra le Regioni, andando a premiare una particolare conformazione aziendale che poggia su una maggior estensione e su un metodo di coltivazione intensivo, penalizzando in maniera importante territori con una frammentazione aziendale molto alta ma con un livello occupazionale superiore, basti pensare le aziende del Sud (isole comprese) danno lavoro al 61% della manodopera agricola. Alla Puglia questa paventata modifica costerebbe 33 milioni di euro in meno nella prossima dotazione del PSR. Sono cifre importanti – continua il Segretario Generale della Uila Puglia – che tradiscono un principio importante, cioè quello dell’obiettivo di riequilibrare le differenze economiche tra i territori italiani. Principio che esula dal mero dato sulla performance economica aziendale, ma che si ancora, bensì, ad una visione storico-sociale dei rapporti tra regioni. Riteniamo, quindi, valida la battaglia portata avanti dalle Regioni del Sud perché queste risorse possano essere investite appieno nel Meridione, affinché ci siano impatti positivi anche per le comunità bracciantili meridionali. Questo per non penalizzare ulteriormente un territorio come la Puglia già martoriato dalla Xylella e dalle calamità che si sono succedute negli anni. Ci auspichiamo che la dotazione finanziaria del PSR possa, quindi, innescare dinamiche positive per le zone rurali attraverso l’innovazione ed il trasferimento di conoscenza, ma anche attraverso il lavoro agricolo di qualità.”