Pescara – Foggia, Stroppa analizza l’incontro

Le dichiarazioni del tecnico allievo del boemo

giovanni stroppaPESCARA – Dopo la sonora sconfitta del Foggia ad opera del Pescara, il tecnico rossonero, Giovanni Stroppa, ha analizzato l’andamento dell’incontro.

“Nel secondo gol preso penso che non siano mancate le gambe ma la testa che è fondamentale anche quando sei sotto di due gol -ha commentato Stroppa – perché per come stava andando la partita e per quello che avevamo creato, sicuramente potevamo riaprirla e invece probabilmente non ci abbiamo creduto. Questa sicuramente è una mia responsabilità e mi dispiace per questo che è la cosa più importante: prendere cinque gol al passivo e non averne fatto uno, erchè l’ultimo gol di Gerbo, a partita ormai decisa, non lo conto, in questi casi, quando crei così tanto, devi fare gol. Mi dispiace, soprattutto per i primi due gol che ce li siamo fatti da soli, non ci si può permettere di sbagliare così tanto sotto porta, però ci siamo arrivati, mi prendo di positivo questo, ma cinque gol fanno male. Non posso parlare di fase difensiva perché c’è stato un passaggio sbagliato ed un errore di valutazione su un intervento sul secondo gol. La difesa può essere messa in difficoltà dagli avversari, il primo gol lo abbiamo preso da una costruzione dal basso nostra, abbiamo sbagliato il passaggio, la stessa cosa di Marassi. Oggi cercavo di mantenere lo stesso ritmo e nel primo tempo siamo andati diverse volte in difficoltà nelle ripartenze, abbiamo concesso un po’ troppo, dovevamo essere più bravi a mantenere il palleggio e a muovere la squadra avversaria in modo diverso. Però le opportunità le abbiamo creato, ma è chiaro che se non fai gol poi è difficile, poi dal secondo gol quello che mi ha dato fastidio è l’atteggiamento. Non bisogna mai abbassare la testa, bisogna continuare a lavorare perché c’erano più di 25 minuti a disposizione, c’erano tutte le possibilità per ribaltare o rimettere in sesto la partita. Chiricò? Se facesse gol sarebbe veramente un giocatore d’altra categoria, però l’importante è che ci arriva e che sta imparando a giocare con la squadra. Quello che mi fa piacere, oltre alle occasioni che si è creato, è quello che ha creato per i compagni. Quanto a Pettinari, penso che gli abbiamo passato la palla noi ma lui è stato molto bravo. Il ricordo di Franco Mancini? Era un ragazzo fuori dal comune perché non era il classico calciatore, amava la batteria, suonava, era veramente una persona splendida e spensierata, manca a tutti e soprattutto oggi”.