Passaporto delle Piante, CIA Levante: “La Regione penalizza i florovivaisti pugliesi”

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Operatori discriminati da un atto dirigenziale rispetto ai colleghi del resto d’Italia. Un confronto preventivo sul regime fitosanitario avrebbe scongiurato cortocircuiti

BARI – “La Regione Puglia rischia di generare il caos nell’applicazione del nuovo regolamento in materia di sanità delle piante. Una determinazione del dirigente Sezione Osservatorio Fitosanitario penalizza, di fatto, i florovivaisti pugliesi e configura una evidente disparità di trattamento rispetto ai colleghi delle altre regioni”. Il presidente CIA Levante Felice Ardito si riferisce all’atto dirigenziale n. 225 del 9 dicembre, avente ad oggetto l’applicazione del Regolamento UE 2016/2031 relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante che entrerà in vigore dal 14 dicembre 2019 e detta nuove regole per il passaporto delle piante. “Per questi motivi, abbiamo formulato una serie di rilievi, inoltrati alla Regione Puglia, con l’auspicio di una maggiore condivisione delle attività dei Servizi anche con gli operatori professionali. Un confronto preventivo sul nuovo Passaporto delle Piante avrebbe certamente contribuito a scongiurare questo cortocircuito. Ci auguriamo che la Regione voglia imbastire un dialogo e inaugurare così un nuovo corso che veda protagonisti gli operatori e i servizi fitosanitari, nell’ottica di un rinnovato impegno per la difesa delle piante“.

Nello specifico, CIA Levante ha evidenziato che in nessun atto di implementazione del Regolamento UE 2016/2031 si evincono disposizioni stringenti in riferimento alla compilazione della lettera C del passaporto delle piante, normata dal Regolamento di esecuzione 2017/2013 che definisce le specifiche di formato del passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell’Unione e del passaporto delle piante per l’introduzione e lo spostamento in una zona protetta. Negli atti comunitari in nessun caso si fa riferimento al fatto che il codice utilizzato (che è di pertinenza dell’Operatore Professionale) vada “comunicato alla Sezione Osservatorio Fitosanitario”. Non solo, sempre in riferimento al medesimo punto, non è chiaro a cosa si faccia riferimento con il “numero progressivo del passaporto” essendo il registro dei passaporti un documento non previsto dalla nuova normativa fitosanitaria.

CIA Levante fa rilevare inoltre, che la normativa citata per i controlli e le sanzioni (Decreto legislativo 214/2005) decade per effetto dell’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/2031.

Quanto alla specifica dell’atto dirigenziale relativa alla richiesta di integrazione per le nuove piante da passaporto rivolta agli OP già autorizzati, CIA-Agricoltori Italiani precisa che su disposizione del servizio Fitosanitario Centrale (nota del 14 ottobre 2019), condivisa nell’ambito del Servizio Fitosanitario Nazionale, restano valide le autorizzazioni all’uso del passaporto di cui all’art.89 del Regolamento e ciò “al fine di consentire agli Operatori Professionali la piena operatività alla data del 14 dicembre 2019”.

“Nonostante le difficoltà di una norma complessa, la nostra Confederazione, nell’interesse generale delle imprese del settore, si è prontamente attivata per divulgare le indicazioni del Servizio Fitosanitario del Ministero in riferimento al nuovo regime fitosanitario – afferma il direttore provinciale CIA Levante Giuseppe Creanza – Il 3 dicembre scorso, insieme all’Associazione Florovivaisti Italiani, a Terlizzi, cuore pulsante dell’attività florovivaistica pugliese, abbiamo presentato una Guida pratica alle nuove regole per il Passaporto delle piante, utile vademecum per gli adempimenti e l’iscrizione al Registro degli Operatori Professionali. È quantomeno singolare che da un regolamento teso a garantire un’applicazione uniforme delle nuove norme possano scaturire discriminazioni. Chiediamo al Servizio Fitosanitario pugliese di ripristinare una parità di trattamento per le imprese florovivaistiche pugliesi, anche a garanzia di un uniforme contrasto alle fitopatie su tutto il territorio nazionale. Riteniamo infatti che, ai fini di un’efficace difesa delle piante – conclude Creanza – oltre a essere necessaria una maggiore professionalità e responsabilità degli operatori, sia ormai imprescindibile un’uniforme attività dei servizi fitosanitari regionali anche a tutela dei maggiori sforzi cui saranno chiamati gli operatori“.