L’onorevole Losacco ricorda Guglielmo Minervini

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Il ricordo dell’esponente del Pd

BARI – “Un anno fa ci lasciava Guglielmo Minervini. È stato un maestro per più generazioni, a cui ha insegnato che la politica è una cosa bella. Lo ricordo per il suo stile rigoroso e mite, per la sua sensibilità umana e politica fatta, allo stesso tempo, di fermezza e disponibilità al dialogo.
Così in una nota il deputato barese del PD, Alberto Losacco.
Conoscevo Guglielmo da più di vent’anni ed era visibile in tutta la sua esperienza politica una dote non comune. La capacità di tenere assieme la mitezza e il coraggio, la competenza e la conoscenza dei problemi con un autentico spirito di servizio, retaggio di una formazione giovanile che ha potuto contare su maestri come don Tonino Bello.
Guglielmo Minervini credeva nella possibilità di riscatto della Puglia attraverso politiche pubbliche che liberassero le potenzialità latenti nello straordinario giacimento di risorse, energie e competenze come leva del cambiamento. Bollenti Spiriti ha cambiato la storia delle politiche giovanili nel nostro Paese. Un modello pluripremiato a livello internazionale e copiato in tantissime altre realtà.
Sul caporalato fu tra i primi a sollevare la necessità di chiudere il ghetto di Rignano Garganico che viveva come un’onta per una terra che lui amava profondamente. E poi le politiche per la mobilità sostenibile, le compagnie low-cost negli aeroporti di Puglia, la legge sull’antimafia sociale e le prime misure per la partecipazione.
Ha combattuto fino all’ultimo, non cedendo mai di un millimetro rispetto al suo ruolo pubblico, alla tensione etica che guidava la sua azione, anche quando la malattia mostrava il suo volto più feroce.
Fino a trasformare il reparto di ematologia del Policlinico di Bari in una sede distaccata dell’assessorato, con i suoi giovani collaboratori che correvano per riunioni e incontri per non perdere mai il filo di un lavoro che Guglielmo ha sempre vissuto come una missione.
Negli ultimi mesi Guglielmo ha anche avuto la forza e la determinazione di lasciarci quello che oggi appare come un vero testamento politico pubblicando il suo saggio bellissimo sulla politica generativa.
Coraggioso, lucido, con un alto senso della politica. È passato un anno e ci manca tanto.”