“Eredi di Guerra. Padri e figli nella memoria del secondo conflitto mondiale”, la presentazione a Bari

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Lunedì 31 ottobre nella sala consiliare di Palazzo di Città a presentazione del libro documentario  a cura di Francesco Minervini

BARI – Si terrà lunedì 31 ottobre 2022, alle ore 17.00, nella sala consiliare di Palazzo di Città, la presentazione del libro documentario “Eredi di Guerra. Padri e figli nella memoria del secondo conflitto mondiale”, a cura di Francesco Minervini (Stilo-Grecale edizioni, 2021), a margine della quale è previsto un momento di incontro e ringraziamento a coloro che hanno partecipato alla stesura del volume.

Si tratta di un’occasione per mantenere viva la memoria di tante persone, partigiani e attivisti, che durante gli anni del secondo conflitto mondiale hanno attivato forme di resistenza e contrapposizione alle logiche della guerra e del fascismo, favorendo la promozione di una cultura di ricostruzione e di pace, di lavoro e di futuro.

Oltre all’autore, all’evento interverranno l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, Pasquale Martino dell’Anpi Bari e l’editore Vito Lacirignola.

L’iniziativa si concluderà con un momento musicale.

“Eredi di Guerra. Padri e figli nella memoria del secondo conflitto mondiale”

Al termine della guerra, in molti italiani che erano stati al fronte prevalse il desiderio di dimenticare. Dopo anni, a volte decenni di silenzio, le loro storie giunsero finalmente, benché frammentarie, a figli e nipoti che non avevano conosciuto le ferite del conflitto, fisiche e psicologiche. Né, soprattutto, la fame: una fame cieca e massacrante, che quando si spalanca all’ingenuità dei vent’anni svela ogni tradimento e inchioda ogni ipocrisia. Eredi di guerra rappresenta esattamente questo: il racconto, dal punto di vista dei figli, di storie vissute da padri che le hanno portate dentro come eredità nascoste. Sette vicende personali di soldati, partigiani, uomini e donne della società civile che riemergono dal silenzio grazie ai ricordi della generazione successiva. Eredi che vogliono «continuare a ripetere quelle storie: perché siano lette, perché siano nostre, perché restituiscano radici ai nostri figli» (dall’introduzione di Francesco Minervini).