Due mostre a Barletta per le Giornate europee del patrimonio

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Ecco le iniziative del fine settimana

barlettaBARLETTA – L’Amministrazione comunale partecipa con due mostre alle “Giornate europee del patrimonio”, indette per sabato 23 e domenica 24 settembre dal Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo sul tema “Cultura e natura”.
A Palazzo della Marra sarà ospitata la mostra documentaria “1937 Collina di Canne – 2015 Palazzo Della Marra Patrimonio della Città”, a cura dell’Archivio di Stato di Bari sezione di Barletta, la cui inaugurazione è prevista alle ore 19 del 23 settembre e sarà visitabile sino al 1° ottobre. Per l’altro appuntamento espositivo di iniziativa del Comune, dal titolo “Cultura e natura. L’arte di Vincenzo De Stefano nelle opere del Museo Civico e della Cantina Sperimentale”, la cerimonia inaugurale è prevista il giorno precedente, 22 settembre, alle 18.30, all’interno del Castello con un contributo musicale dei violinisti del duo Soundiff Domenico Masiello e Eliana De Candia.
La trama dell’esposizione che l’Archivio di Stato dedica al “Patrimonio della Città” svela il lungo e difficile percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale per giungere all’acquisizione da privati, nel 1937, della Collina di Canne e, più recentemente, di Palazzo Della Marra. La sezione dedicata a Canne offrirà ai visitatori, in originale, documenti conservati presso la locale Sezione dell’Archivio di Stato, ripercorrendo un arco temporale dal 1930 al 1949, quando attraverso espropri si acquisirono anche i terreni circostanti il sito dove erano stati compiuti scavi archeologici in cui si erano rinvenuti pregevoli reperti riferiti al celebre combattimento del 216 a.C. tra le truppe romane e quelle cartaginesi di Annibale. In questo modo si arricchisce l’offerta culturale promossa per la stessa occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio” anche nel rinnovato Antiquarium e nel prestigioso sito archeologico di Canne direttamente dal Ministero e dal Polo Museale.
A Palazzo Della Marra il visitatore della mostra potrà attraversare il tempo grazie alla documentazione che attiene allo stesso bene che ospita l’esposizione. Di ispirazione architettonica barocca, l’immobile potrebbe avere avuto, secondo i più recenti restauri, origine nel Medioevo. Di impianto gotico, interessato da numerose trasformazioni del nucleo abitativo, dopo il 1633 la proprietà è passata alla famiglia Della Marra a cui è indissolubilmente legato il nome del Palazzo, alla quale va il merito di aver fatto eseguire interventi di rigenerazione con una marcata impronta artistica. Venduto infine al Ministero della Pubblica Istruzione, il quale vi collocò la Pretura e le scuole elementari, nel 1915 furono avviati i primi tentativi, peraltro non riusciti, di acquisto da parte del Comune di Barletta al fine di ubicarvi la Pinacoteca De Nittis. Su proposta dell’Amministrazione, nel 1956 il Palazzo entrò a far parte del Demanio statale dopo aver ottenuto, con Decreto ministeriale, il vincolo di tutela artistica. Tra alterne vicende e trattative, nel 2003 la Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio della Puglia e il Comune di Barletta convennero sulla destinazione del Palazzo a fini museali.

Da allora l’immobile ha ospitato le opere del maestro barlettano, mostre temporanee, concerti, visite guidate e attività scientifiche e culturali. Dalla inaugurazione della Pinacoteca “Giuseppe De Nittis”, il 31 marzo 2007, la funzione culturale è stata assolta con crescente interesse pubblico fino alla sottoscrizione tra il Ministero per i Beni Ambientali e Culturali e il Comune di Barletta di un accordo di valorizzazione, ratificato dal Consiglio comunale il 7 luglio 2015, che ha portato l’Agenzia del Demanio a trasferire all’Amministrazione comunale la proprietà dell’immobile, dove una ristrutturazione funzionale ha dato rinnovato impulso all’esposizione delle opere di De Nittis donate dalla moglie Léontine al Comune.
L’altra mostra “Cultura e natura. L’arte di Vincenzo De Stefano nelle opere del Museo Civico e della Cantina Sperimentale” è invece incentrata sulle opere di Vincenzo De Stefano che, per la prima volta, lasciano i locali delle ex Cantina Sperimentale dopo aver accompagnato l’attività di ricerca scientifica con testimonianze artistiche, per ricongiungersi con il patrimonio già custodito ed esposto nel Museo Civico del Castello.
La mostra pone a confronto risultati diversi della produzione di Vincenzo De Stefano: alle nove nature morte conservate dal Museo Civico, nelle quali l’artista indaga con estrema attenzione il reale, rilevando, attraverso una pennellata rapida e sicura, le peculiarità cromatiche e formali di fiori e frutta, si aggiungono le otto serie ampelografiche realizzate con la tecnica “olio su cartone” provenienti dalla ex Cantina Sperimentale, che registrano con un’accuratezza estrema le caratteristiche della pianta della vite e la sua morfologia, coniugando il metodo scientifico e classificatorio dell’attività dei ricercatori con il gusto artistico dell’autore che attraverso la luce restituisce vitalità e verità alle composizioni, in un complesso gioco di riflessi e traslucenze.
La produzione dell’artista nato a Barletta nel 1861, allievo del pittore Gian Battista Calò, primo maestro anche di Giuseppe De Nittis e Giuseppe Gabbiani, documenta un’epoca a cavallo tra il XIX e il XX secolo, tanto per la pittura di paesaggio quanto per le nature morte e le scene di genere che nella esposizione si ricongiungono ritrovando l’ispirazione che nel 1942, la vedova Gabriella Trotta volle onorare lasciando anche lei al Comune una collezione di sessantaquattro quadri e quarantatre disegni.
La mostra curata da DIDA.ART srl, con testi dello storico dell’arte Ester De Rosa, ha un taglio critico e di approfondimento coerente con l’esposizione permanente, in modo da rendere fruibile il ricco patrimonio della ex Cantina Sperimentale.
Il programma prevede l’ingresso ai musei il sabato e la domenica con il biglietto ordinario negli orari consentiti, mentre per l’apertura straordinaria dalle 20 alle 23 di sabato il biglietto avrà il prezzo simbolico di un euro sia al Castello che al Palazzo Della Marra.