Venerdì 11 settembre (ore 21:30 | ingresso con contributo riservato a socie e soci | info, tesseramento e prenotazioni 3927026114 – lumbroia@massimodonno.it) primo appuntamento del weekend con “Il 1976, Bufalo Bill e il processo a Francesco De Gregori”. Massimo Donno, chitarra e voce, e Pierpaolo Lala, al racconto, propongono una serata dedicata a un anno cruciale nella storia italiana e nel percorso artistico del cantautore romano. Al centro, le tracce dell’omonimo album e il celebre “processo” subito durante un concerto al Palalido di Milano, episodio simbolico del clima politico e sociale di quella stagione. Tra musica, narrazione e memoria, la scaletta attraverserà anche altri brani del “Principe” e alcune canzoni pubblicate in quei mesi roventi. Cronache, digressioni e aneddoti ricostruiranno così un passaggio emblematico della canzone d’autore.
(ore 21:30 | ingresso con contributo riservato a socie e soci | info, tesseramento e prenotazioni 3927026114 – lumbroia@massimodonno.it) spazio a “Dancing Paradiso”, reading collettivo, libero e affettuoso dedicato a Stefano Benni, scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo scomparso il 9 settembre 2025. Un ritorno nei suoi bar, nei mondi storti e surreali, tra personaggi comici, fragili e resistenti. Questo secondo memorial prevede la proiezione del film Bar Sport e letture spontanee aperte a chi vorrà condividere racconti, passaggi e ricordi legati a uno degli autori più amati della narrativa italiana contemporanea. Il pubblico è invitato a portare i propri libri e scegliere le pagine che hanno fatto ridere, sognare, commuovere e riflettere più generazioni.
Domenica 13 settembre (ore 21:30 | ingresso con contributo riservato a socie e soci | info, tesseramento e prenotazioni 3927026114 – lumbroia@massimodonno.it) la tradizione salentina incontra timbri antichi, paesaggi sonori sospesi e atmosfere quasi cinematografiche con il trio formato da Giulio Bianco (fiatista e polistrumentista del Canzoniere Grecanico Salentino), Giacomo Casciaro (chitarra, mandola, voce e tamburi) e Giuseppe Anglano (fisarmonica, organetto e voce). Zampogne, fiati, corde, organetti e percussioni costruiscono un suono potente e ricercato, nel quale melodie popolari, ritmi da danza, suggestioni oniriche e nuove scritture si intrecciano senza nostalgia. Un concerto da ascoltare e ballare, capace di restituire alla musica di tradizione una forma viva, aperta e contemporanea.
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