Musicista dalla solida formazione e dalla straordinaria autorevolezza interpretativa, Olivier Gardon, nella cui interpretazione si ascolteranno pagine di Beethoven, Debussy e Prokofiev, rappresenta una delle figure più complete del pianismo contemporaneo. Allievo di maestri leggendari come Pierre Sancan, György Sebök, Lili Kraus e Jean Fassina, ha costruito una carriera internazionale costellata di riconoscimenti prestigiosi, imponendosi nei maggiori concorsi pianistici con il Grand Prix Marguerite Long al Concorso Regina Elisabetta e conquistando inoltre i primi premi ai concorsi Viotti, Monza, Casella e Senigallia.
Gardon si è esibito nelle sale più prestigiose del panorama musicale internazionale, dal Barbican Centre alla Royal Festival Hall di Londra passando per il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, dal Großes Festspielhaus di Salisburgo al Bunka Kaikan di Tokyo. Parallelamente ha sviluppato un’intensa attività discografica, dedicata a un repertorio che spazia da Beethoven a Liszt, da Schumann e Brahms fino a Debussy, Vierne e Charles-Valentin Alkan. Proprio quest’anno è stato pubblicato il suo più recente lavoro discografico, dedicato a Beethoven, Chopin e Debussy.
pagina giovanile nella quale il compositore manifesta già una sorprendente libertà inventiva e una scrittura pianistica ricca di energia, eleganza e slancio, anticipando alcuni dei tratti destinati a caratterizzare la sua futura grandezza.
Il programma entrerà quindi nell’universo poetico di Claude Debussy, autore con il quale Gardon intrattiene un rapporto interpretativo particolarmente profondo, come testimonia anche la sua recente produzione discografica. Ad aprire questa sezione sarà la celebre «Clair de lune», capolavoro di lirismo e trasparenza timbrica, seguita da una selezione di sei «Préludes» che restituiscono l’incredibile varietà della tavolozza sonora debussyana: dalle luminose atmosfere mediterranee di «Les collines d’Anacapri» ai veli sonori di «Voiles», dal colore iberico de «La puerta del vino» alle liquide evocazioni di «Ondine», fino alla sospesa contemplazione de «La terrasse des audiences du clair de lune» e allo spettacolare virtuosismo conclusivo di «Feux d’artifice», autentico gioco pirotecnico pianistico.
A chiudere il recital sarà la poderosa Sonata n. 7 op. 83 di Sergej Prokofiev, una delle famose «Sonate di guerra», composta negli anni più drammatici del secondo conflitto mondiale. Opera di straordinaria forza espressiva, alterna inquietudine, tensione ritmica e lirismo, culminando nel travolgente finale «Precipitato», tra le pagine più spettacolari e impegnative dell’intero repertorio pianistico.
Info 347.6194215 – barlettapianofestival.it.
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