Bari, la nuova chiesa di San Girolamo: domenica la posa della prima pietra

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I dettagli

BARI – Domenica 31 marzo, alle ore 11.30 il parroco don Pasquale Zecchini, i progettisti e i fedeli del quartiere parteciperanno alla posa simbolica della prima pietra della nuova chiesa di San Girolamo in strada san Girolamo.

L’8 novembre scorso, infatti, il Comune di Bari ha rilasciato il permesso di costruire, mentre il 15 gennaio è stato firmato il contratto di appalto e tra qualche giorno sarà dato materialmente il via all’inizio dei lavori.

Si conclude così un iter progettuale partito nel 1991 e che nel tempo ha visto partecipare, a vario titolo, diversi architetti, ingegneri, tecnici e collaboratori.

Il progetto prevede la realizzazione della nuova chiesa prospiciente via San Girolamo e, in un prima fase, la parziale ristrutturazione dell’edificio esistente destinato alla sacrestia, agli uffici per il parroco e all’archivio parrocchiale. La parte rimanente continuerà ad essere utilizzata per le attività di ministero pastorale e per la canonica.

Per il tempo necessario allo svolgimento del cantiere, la chiesa esistente manterrà la sua funzione in attesa che si completi l’intero progetto del complesso parrocchiale, che prevede nuovi ambienti per il ministero pastorale, gli uffici parrocchiali e la nuova canonica.

L’aula sacra della nuova chiesa San Girolamo è costituita da un grande ambiente unico, con pareti laterali lisce e austere, che potrà ospitare quasi 400 fedeli. La forma di questo spazio è irregolare: all’ingresso è larga e bassa e verso la cappella del SS. Sacramento diventa più stretta e alta. La luce irrompe dall’alto attraverso ampi lucernari lungo la copertura. Il presbiterio, allungato in accordo alla sagoma dell’aula sacra, protende l’altare verso il centro dell’assemblea, dove sono collocati anche l’ambone e la sede del presidente con i ministri officianti. Lo spazio dell’aula liturgica si conclude con la cappella di adorazione che custodisce il SS. Sacramento e assume il ruolo di cappella feriale la cui illuminazione discende attraverso un lucernario conico in conclusione dello spazio liturgico.

Secondo il cronoprogramma l’opera sarà consacrata nel 2021.