che da domani, 25 luglio, e fino al 10 gennaio 2027, onora, a pochi giorni dall’avvio dei Giochi del Mediterraneo, e a poche settimane dal Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia, l’atletismo in Magna Grecia e nei paesi bagnati dall’antico Mare Nostrum.
“L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo” è la mostra che celebra l’atletismo ma anche la virtù dello sport come elemento di costruzione di pace, cooperazione e dialogo.
Elementi che si rintracciano facilmente nel progetto allestitivo della mostra costruita su più livelli.
All’interno del percorso espositivo, infatti, troviamo parte degli studi condotti sul sarcofago e il DNA dell’atleta, le testimonianze sul valore dell’atletismo e della paideia con la riemersione dai depositi di alcuni materiali inediti, i risultati del progetto di cooperazione e dialogo con archeologi, direttori e curatori museali provenienti da Egitto, Tunisia, Marocco e Tanzania, l’interazione con l’arte contemporanea e il cinema d’animazione e un focus dedicato ai cimeli di atleti contemporanei allestito grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato, l’associazione Triumphalia e Panathlon Club Taranto Principato.
“Siamo partiti dal rigore scientifico inoppugnabile delle ricerche condotte a partire dagli anni ‘90 da Enzo Lippolis e Antonietta Dell’Aglio, per approdare a nuovi e importanti aggiornamenti conquistati grazie al lavoro di indagine condotto dall’equipe di archeologi e restauratori del MArTA e con l’utilizzo di nuove tecnologie e nuovi strumenti di analisi – afferma la direttrice del MArTA, Stella Falzone – Si tratta di un’opera pop adatta a tutti che aiuta a comprendere ancora meglio il valore morale dello sport e perché nell’antichità i giochi riuscivano a fermare le guerre”.
La mostra “L’Arte della Vittoria” è ricca di racconti inediti, a cominciare dall’enigma che da sempre accompagna l’identità delle spoglie umane dell’atleta, pressapoco trentenne, sepolto a Taranto nel V sec. a.C. in quella tomba monumentale. Oggi il suo DNA, estratto da un dente, può aggiungere una nuova fonte di informazioni alle evidenze archeologiche.
Lo studio del DNA, attualmente in corso da parte del Dipartimento di Biologia e Biotecnologia “Charles Darwin” della Sapienza Università di Roma (Prof. B. Trombetta) in collaborazione con l’Istituto di Biologia e Patologia Molecolari (IBPM) del CNR di Roma (Dott.ssa D’Atanasio), permette infatti di ricostruire alcune caratteristiche dell’individuo e della sua dieta alimentare.
L’Atleta, ad esempio, era intollerante al lattosio, poiché non possedeva la variante genetica che consente la digestione del latte in età adulta. Tra le varianti identificate, una è oggi associata a migliori prestazioni negli sport di potenza e velocità. Il DNA ha inoltre rivelato una predisposizione genetica alla psoriasi e l’appartenenza al gruppo sanguigno 0.
Anche il tartaro dentale ha conservato preziose informazioni. Nel tartaro sono state riscontrate tracce di DNA di molluschi, compatibili con il consumo di alimenti marini.
Nel mondo greco l’esercizio fisico rappresentava uno degli elementi fondamentali della paideía, il percorso formativo del cittadino, capace di unire cura del corpo, disciplina e sviluppo delle qualità morali e intellettuali.
Il ginnasio e la palestra si configuravano, dunque, come istituzioni complesse, nelle quali educazione, cura del corpo e costruzione dell’identità civica risultavano profondamente intrecciate.
A raccontarlo nel percorso della mostra ben 53 reperti, di cui 36 provenienti dai depositi e oggetto di nuove cure e nuove riletture da parte dello staff del MArTA.
Fin dal VII sec. a.C., le testimonianze letterarie e archeologiche documentano una significativa partecipazione di atleti della Magna Grecia alle principali competizioni panelleniche, ovvero i giochi Olimpici, Pitici, Nemei e Istmici. Alcuni atleti magno-greci conseguirono vittorie nella medesima specialità per diversi anni consecutivi, guadagnando fama e grandi onori per le proprie città di appartenenza.
La mostra dedica un’intera sezione anche alla pratica sportiva femminile con ceramiche e statuette fittili che narrano, come nell’Andromaca di Euripide, delle donne spartane “cresciute con gli uomini in piste e palestre”.
La prospettiva comparativa è offerta dal lavoro compiuto da quattro professionisti della cultura (archeologi, direttori e curatori) provenienti da Egitto, Tunisia, Marocco e Tanzania.
Nour El Houda Ajili Ep Arfaoui, Daniel Haruni Chilonzi, Enas Ibrahim Ahmed Karim e Zayd Ouakrim sono infatti gli autori della sezione che con l’aiuto di una mappa del Mediterraneo e dell’Africa conduce il visitatore sino alle origini dell’atletismo nell’altra sponda del mare.
La sezione è stata realizzata nell’ambito della IV edizione della International School of Cultural Heritage, il programma di aggiornamento professionale e cooperazione internazionale promosso dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Affari Europei e Internazionali e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Nella hall del Museo, la teca in cristallo della Temporary Art accoglie una ricca selezione di cimeli appartenuti ad atleti pugliesi contemporanei che hanno contribuito, in modo significativo, alla storia dello sport italiano. Tra i materiali esposti la maglia e le scarpe di Erasmo Iacovone, figura simbolo del calcio tarantino, alla cui memoria è stato intitolato lo stadio cittadino dopo la sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1978 a seguito di un incidente stradale.
A questi cimeli si affiancano le riproduzioni di documenti provenienti dall’Archivio di Stato di Taranto, dedicati alla vicenda sportiva di Iacovone e alla costruzione dello stadio, recentemente interessato dagli interventi di riqualificazione realizzati in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026.
Tra i cimeli esposti, alcuni anche di antiquariato, anche la medaglia d’oro al Campionato europeo 2020 e italiano 2021 della nuotatrice Benedetta Pilato, la canotta e il backnumber alle Olimpiadi di Tokyo 2020 della medaglia d’oro nella marcia Antonella Palmisano e oggetti di gara, coppe, abbigliamento appartenuto a grandi campioni e squadre provenienti da varie discipline.
La storia dell’Atleta di Taranto non è solo quella di una straordinaria scoperta archeologica, ma un racconto ispirante, ricco di valori relativi all’impegno e alla dedizione. Proprio per questo il museo ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la società tarantina di animazione Nasse Animation Studio, che ha in lavorazione un cortometraggio animato ispirato alla storia dell’Atleta di Taranto.
Il corto, che vedrà la luce entro la fine del 2026, è stato scritto da Igor Artibani e Nicola Sammarco, diretto da Sammarco, con un team di artisti internazionali, da Stati Uniti, Europa ed Asia. Nella mostra saranno esposti quattro frame realizzati materialmente con una tecnica che ricorda quella delle anfore a figure nere.
Nella teca d’ingresso la mostra ospita anche l’illustrazione originale dell’Atleta di Taranto, realizzata dall’artista tarantino, disegnatore di fama internazionale di fumetti Marvel e DC Comics, Sal Velluto.
Il Museo MArTA e il Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo hanno sottoscritto una convenzione a sostegno delle attività culturali, sportive, turistiche e ricreative del territorio, per valorizzarne i caratteri paesaggistici e naturali.
Nell’ambito dell’accordo, che vede il Comitato impegnato a valorizzare i percorsi e le collezioni museali, il MArTA riconoscerà uno sconto del 20% sul biglietto intero d’ingresso, per tutta la durata dell’evento, ad atleti e team partecipanti ai Giochi, dietro esibizione di tesserino identificativo.
scritto da Barbara Gizzi e prodotto dall’associazione culturale “Terra Magica”, con la regia e l’interpretazione di Massimo Cimaglia, affiancato dagli attori Valeria Cimaglia e Marco Maggio e dall’arpista Susanna Curci, che accompagna dal vivo il testo con la musica. Lo spettacolo andrà in scena nel chiostro del museo il 25, 26 e 27 agosto, con due repliche giornaliere (ore 18 e 20:30), sottotitolate in inglese e francese. Ogni replica è a numero chiuso (massimo 100 spettatori), su prenotazione obbligatoria.
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