Anche Copertino si mobilita per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

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locandina giornata violenza sulle donne

Domani alle 17 la marcia organizzata dal Comune e i momenti di riflessione con le associazioni femminili e i ragazzi delle scuole

COPERTINO (LE) – Anche Copertino celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con una marcia che dalle 17 in poi attraverserà le vie del centro cittadino, partendo da Piazza Umberto I per arrivare in Piazza del Popolo. A seguire momenti di riflessione e flashmob realizzati dagli studenti delle scuole di Copertino, con intermezzo musicale a cura di Marina Conte, intorno alla panchina rossa della città; la marcia chiuderà idealmente i dieci giorni di testimonianza che fino al prossimo 30 novembre vedranno la fontana di piazza Castello illuminata di rosso.

L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Copertino con il patrocinio della Provincia e dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, e in collaborazione con la Rete Centri Antiviolenza Comunità San Francesco, le istituzioni scolastiche, il Centro Italiano Femminile e Fidapa Bpw-Italy Distretto Sud-Est sezione di Copertino. L’obiettivo è fare rete perché il fenomeno venga contrastato e definitivamente eliminato rivoluzionando la mentalità collettiva: “La diffusione della violenza sulle donne, epidemia tragicamente in ascesa, la dice lunga sulla necessità di modificare l’aspetto prevaricatore e fondamentalmente maschilista della nostra cultura a cominciare dalle scuole”, spiega la sindaca Sandrina Schito, “perché le ragazze e i ragazzi di oggi sono coloro che sono chiamati a costruire un mondo meno ingiusto e ad abbattere gli stereotipi che ancora condizionano negativamente la società in cui viviamo“.

Aggiunge Pina Martina, Consigliera di Parità del Comune: “Saremo in piazza per dire chiaramente NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE. Perché i cambiamenti reali all’interno della nostra comunità partono da noi, e ora più che mai tutto ciò possiamo realizzarlo puntando sull’informazione, sulla comunicazione e sulla capacità di mobilitare e mobilitarci in prima persona, per affermare un cambio di passo e esprimere vicinanza alle- ancora troppe- vittime di una cultura cui non possiamo più appartenere.”