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“L’affare Vivaldi”, il concerto-reading a Mola di Bari

Domenica 8 marzo, al Teatro van Westerhout di Mola di Bari per l’Agìmus, in programma “L’affare Vivaldi”, con Federico Maria Sardelli e il suo ensemble Modo Antiquo

MOLA DI BARI – L’avvincente storia dei manoscritti di Vivaldi e di come rischiarono di andare perduti, raccontata in un raffinato concerto-reading in programma domenica 8 marzo (ore 19.15), nel Teatro van Westerhout di Mola di Bari, per le stagioni dell’Agìmus dirette da Piero Rotolo.

Ideatore e tra i protagonisti assoluti del progetto, Federico Maria Sardelli, direttore d’orchestra di fama mondiale e specialista del Sei-Settecento musicale che, alla testa del suo ensemble Modo Antiquo, unico gruppo barocco ad aver ricevuto ben due nomination ai Grammy Awards, si fa al contempo drammaturgo e narratore del suo romanzo «L’Affare Vivaldi» edito da Sellerio e vincitore del premio Comisso 2015 per la narrativa.

I molti appassionati di Vivaldi

non sanno che grandissima parte della produzione del compositore è rimasta per secoli sepolta nelle biblioteche di famiglie aristocratiche più o meno decadute e che ha rischiato di non veder mai la luce: una vicenda storiografica e musicologica che Sardelli riesce a trattare con deliziosa leggerezza e fine senso dell’umorismo.

Personaggio eclettico e irriverente, artista poliedrico e studioso (fra i massimi al mondo) della vita e delle opere di Vivaldi

ma anche eccellente vignettista, Sardelli ha fondato l’orchestra Modo Antiquo nel 1984 ottenendo una delle due candidature ai Grammy proprio per un disco incentrato sul grande musicista veneziano, «Vivaldi, Concerti per molti istromenti», votato nel 1997 come uno fra i migliori cd a livello planetario.

Per l’occasione formato da Federico Guglielmo (violino solista), Paolo Cantamessa (violino), Raffaele Tiseo (violino), Pasquale Lepore (viola), Bettina Hoffmann (violoncello), Nicola Domeniconi (contrabbasso) e Gianluca Geremia (tiorba), l’ensemble Modo Antiquo esegue pagine dal Concerto in Re minore per violino, archi e basso continuo RV 813, dalla Sonata in Sol maggiore per violino, violoncello e basso continuo RV 820.

E ancora dalla versione strumentale di «In memoria æterna» da «Beatus vir» RV 795, dal Concerto in Re maggiore per Anna Maria, per violino, archi e basso continuo RV 818 e dal Concerto in Fa maggiore per flauto, archi e basso continuo op. X n. 5.

Nel mezzo, la narrazione di Sardelli

si muove su diversi itinerari dando allo spettatore l’opportunità di seguire, sia sul piano musicale che su quello musicologico, l’affascinante percorso di un enorme patrimonio musicale che ha rischiato di andare definitivamente perduto. La fortuna popolare delle «Quattro stagioni» ha infatti reso il nome di Vivaldi familiare al grande pubblico al punto forse da costituire un ostacolo alla conoscenza più ampia della sua opera, vasta, complessa e affascinante.

Pertanto, l’operazione compiuta da Sardelli si presenta come l’appassionante ricostruzione di un grande enigma culturale, che parte dalla discesa nell’oblio della musica di Antonio Vivaldi per giungere alla sua travolgente riscoperta nell’Italia fascista.

Info e prenotazioni 368.568412 e 393.9935266. Biglietti su Vivaticket all’indirizzo https://www.vivaticket.com/it/ticket/l-affare-vivaldi/282774.

Redazione Puglianews24
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Argomenti: Mola di Bari

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