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Al Teatro Comunale di Carosino va in scena “Uomo e Galantuomo” di Eduardo De Filippo

CAROSINO (TA) – Con l’ultimo spettacolo si conclude il Teatro Festival “Premio Nazionale di Teatro Città di Carosino”, la rassegna teatrale di CarusTeatro Aps che, con la Direzione Artistica di Davide Roselli, in questa nona edizione ha visto riconfermata la formula con sette importanti compagnie amatoriali italiane impegnate a portare in scena lavori teatrali.

Tutti gli spettacoli si tengono presso il Teatro Comunale di Carosino, in Via Vittorio Veneto: il biglietto per la singola serata costa 6 euro, con info e prevendita presso la sede di CarusTeatro Aps, in Viale Risorgimento n.32 a Carosino (cell. 3773286860 – programma pagine social CarusTeatro Festival).

Alle ore 20.45 di domenica 17 maggio, presso il Teatro Comunale di Carosino (ticket 6 €), la “Compagnia Teatrale Instabile Napolinscena” presenta la commedia “Uomo e Galantuomo” di Eduardo De Filippo con la regia di Ascanio Cimmino.

Ambientata in una estiva e assolata Bagnoli di primo Novecento, abitata da “mosche insistenti e cafone!”, è la storia di un gruppo di guitti che, presentatosi come la compagnia teatrale “la Eclettica”, viene invitato dal ricco don Alberto de Stefano, signorotto locale, a mettere in scena alcune recite.

Però ben presto l’ignaro mecenate avrà modo di scoprire la scarsa qualità dei suoi “artisti”, inclini più all’arte della sopravvivenza, di cui don Gennaro il capocomico è sommo sacerdote, che a quella del teatro.

E si accorgerà anche della loro scarsa affidabilità quando, invischiato in un improbabile intreccio amoroso con Bice, la giovane moglie del conte Tolentano, Alberto de Stefano dovrà fingersi pazzo e rischiare il manicomio pur di conservare integro l’onore del conte e soprattutto mantenere salva la propria vita.

Scritta nel 1922 con il titolo di “Ho fatto il guaio? Riparerò!”, dal 1933 “Uomo e galantuomo” è il titolo definitivo, questa commedia è forse uno tra i lavori più divertenti scritti dal grande Eduardo.

Classica commedia degli equivoci, con l’inconsapevole scambio di due gravidanze, mette in scena una farsa tra le più consuete nelle cui pieghe però, possono cogliersi alcuni di quei temi cari al grande autore partenopeo. L’atavica lotta tra la miseria di chi tira a campare e la ricchezza che gioca con gli eventi e la vita delle persone. Il falso perbenismo nobil-borghese del Conte per il quale “che non scoppi lo scandalo! Solo questo mi interessa!”. La sottile, irriverente censura eduardiana verso un teatro dell’improvvisazione e del pressapochismo che la mitica scena delle prove “…nzerra chella porta!” esemplifica mirabilmente. O ancora il tema della pazzia, o meglio della finta pazzia, usata quale geniale stratagemma per confondere il marito tradito.

Insomma, come sempre nei lavori di Eduardo, anche in questo Uomo e galantuomo, si possono trovare i semi di innumerevoli creature teatrali che nascono o meno a seconda della lettura che lo spettatore sarà disposto a fare. In fondo, proprio come lo stesso commediografo napoletano amava dire dei suoi scritti: “Io scrivo per tutti, ricchi, poveri, operai, professionisti…tutti, tutti! Belli, brutti, cattivi, buoni, egoisti. Quando il sipario si apre sul primo atto di una mia commedia ogni spettatore deve potervi trovare una cosa che gli interessa!”

Redazione Puglianews24
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Argomenti: Carosino

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