Una domenica tra grandi classici e impegno civile. In programma tre recital con le giovani eccellenze del Conservatorio «Piccinni» e «Migrantes» col chitarrista Buzzurro e il Quartetto d’archi Goffriller
BITONTO – Doppio appuntamento, domenica 25 ottobre, al Teatro Comunale di Bitonto per il Traetta Opera Festival. La giornata si apre alle 11 con quattro giovani eccellenze del Conservatorio «Niccolò Piccinni» di Bari: i pianisti Samuele Giovanni Valenzano, Giulio Colapietro e Flavio Domenico Tozzi e il flautista Corrado Mezzina.
Nel pomeriggio, alle 18, spazio al ciclo «Ri-Letture» con «Migrantes», il recital d’impegno civile del chitarrista Francesco Buzzurro insieme al Quartetto d’archi Goffriller.
Il programma mattutino si articola in tre momenti
Alle 11 apre Samuele Giovanni Valenzano, impegnato con la Tarantella da “Venezia e Napoli” degli «Anni di pellegrinaggio» di Franz Liszt e «Trois Mouvements» dal balletto «Petrouchka» (Danse russe, Chez Pétrouchka, La semaine grasse) di Igor Stravinskij.
Alle 11.30 sarà la volta del duo formato dal flautista Corrado Mezzina e dal pianista Giulio Colapietro, che proporrà la «Sonatine quasi Fantasia» di Philippe Gaubert e la «Sonata in re maggiore op. 94» di Sergej Prokof’ev.
Chiuderà la mattinata, alle 12, il pianista Flavio Domenico Tozzi, con la «Sonata op. 81a Das Lebewohl» di Ludwig van Beethoven, la «Ballata n. 2 op. 38» di Fryderyk Chopin e le «Variazioni su un tema di Paganini» dal «Libro II» di Johannes Brahms.
Nel pomeriggio, alle 18, «Migrantes»
porterà sul palco Francesco Buzzurro e il Quartetto d’archi Goffriller, composto da Vito Imperato e Giovanni Anastasio ai violini, Alberto Salomon alla viola e Benedetto Munzone al violoncello. Il concerto riunisce «Migrantes», dieci composizioni originali di Buzzurro, sospese tra jazz, musica classica e folk dedicate al tema delle migrazioni e alle vittime di tutte le guerre, e un brano inedito di Alessio Roma, «Ostinate migrazioni», commissionato dal festival e ispirato alla figura e alla musica di Tommaso Traetta.
Orchestrati da Mauro Schiavone, i brani di Buzzurro compongono un disco e uno spettacolo concepiti come un viaggio in capitoli, ciascuno caratterizzato da una precisa intensità emotiva. Si parte da «Life», affidato al solo quartetto d’archi, una meditazione sul valore assoluto dell’esistenza umana. Il percorso prosegue tra il dolore del distacco, la nostalgia e il senso di sradicamento, con pagine che evocano radici spezzate e distanze incolmabili, come «Migrantes», «Sicilian Waltz» e «Inspiracion».
La denuncia si fa esplicita in «Muharrib»: dissonanze di sapore arabeggiante e ritmi taglienti restituiscono il volto dei trafficanti di esseri umani, tratteggiandone la deformità morale attraverso il linguaggio musicale. Al centro del racconto si colloca «La Tempesta», brano dedicato al Mediterraneo, che Buzzurro non esita a definire un «cimitero liquido». La musica si fa materia sonora e fisica: il fragore delle onde, il silenzio delle vite inghiottite, la violenza di un mare indifferente.
Eppure, «Migrantes» non si conclude nel buio. Dopo «Misteri», «Bolero» e «Quello che conta», il viaggio approda a «Filoxenia», un tango vibrante che affida alla musica un messaggio di apertura: l’accoglienza non come imperativo etico, ma opportunità di incontro, scambio e crescita reciproca.
I biglietti sono acquistabili sul circuito DiyTicket e al botteghino del teatro.
Info 080.3742636 (WhatsApp) o www.traettafestival.it.
Una domenica tra grandi classici e impegno civile. In programma tre recital con le giovani eccellenze del Conservatorio «Piccinni» e «Migrantes» col chitarrista Buzzurro e il Quartetto d’archi Goffriller









