Chiara Consiglio e Ada Freund presentano “Alternative Spaces for Empathy Resonances” a Roseto Valfortore

Il duo artistico italo-finlandese, il 23 maggio, presso l’Ex Chiesa di San Rocco proporrà l’esito finale della residenza artistica immersa nella natura nel borgo di Roseto Valfortore presso Asteria Guest&Artist House

ROSETO VALFORTORE (FG) – Il suggestivo borgo di Roseto Valfortore, incastonato sui Monti Dauni si prepara ad accogliere la restituzione di una nuova residenza artistica. Venerdì 23 maggio alle ore 19, presso l’Ex Chiesa di San Rocco, Asteria Guest&Artist House, progetto targato Asteria Space vincitore del bando Luoghi Comuni della Regione Puglia presenta al pubblico “Alternative Spaces for Empathy Resonances”. Si tratta dell’esito finale della residenza artistica che nel mese di maggio ha visto protagoniste Ada Freund e Chiara Consiglio, duo coreografico internazionale impegnato in una ricerca sul corpo, sulla percezione e sulle possibilità relazionali dell’empatia cinestetica.

L’evento, aperto al pubblico ad ingresso libero, si articolerà in una performance di danza dal vivo seguita da un talk con le artiste, condotto da Alessandra Savino, giornalista e presidente di Asteria Space, offrendo non soltanto la possibilità di assistere al lavoro performativo sviluppato durante la residenza, ma anche di entrare nel processo creativo che ne ha guidato la costruzione. La presentazione finale rappresenta infatti il momento conclusivo di un percorso di ricerca intensivo iniziato il 4 maggio all’interno degli spazi di Asteria Guest&Artist House, luogo che negli ultimi anni si sta affermando come presidio di sperimentazione artistica contemporanea e di dialogo tra pratiche performative, territorio e comunità.

Ada Freund e Chiara Consiglio si incontrano durante il percorso di Master presso la PERA School of Performing Arts di Cipro, contesto internazionale nel quale nasce una collaborazione artistica orientata fin da subito verso lo studio dell’empatia cinestetica e delle dinamiche relazionali inscritte nel movimento. A partire da questa esperienza comune, le due artiste iniziano a lavorare insieme all’interno di un collettivo, sviluppando una pratica condivisa che oggi continua a evolversi attraverso creazione, performance e formazione.

Ada Freund, artista finlandese, si diploma nel 2022 alla Northern School of Contemporary Dance nel Regno Unito e successivamente completa gli studi post-laurea presso PERA. La sua ricerca artistica è fortemente influenzata dalla dimensione ludica dell’immaginazione e dall’utilizzo di esperienze sensoriali come strumenti creativi. Nel suo lavoro coreografico, che include assoli, duetti e creazioni collettive, il corpo viene continuamente interrogato come spazio di percezione e trasformazione, capace di generare nuove modalità di relazione tra individuo, ambiente e immaginario.

Chiara Consiglio, artista italiana formatasi presso Opus Ballet di Firenze e successivamente alla PERA School of Performing Arts, concentra invece la propria ricerca sulla continuità e sulla narrazione del movimento, integrando processi coreografici e drammaturgici all’interno di pratiche interdisciplinari. Attualmente collabora con artisti provenienti da Italia, Finlandia e Germania e porta avanti parallelamente il “Laboratorio di Movimento”, una pratica aperta a danzatori e non danzatori che indaga il corpo come strumento di ascolto, relazione e consapevolezza.

Il progetto è stato inoltre selezionato per la Biennale Mediterranea 20 di Nova Gorica, confermando l’interesse verso una metodologia che intreccia pedagogia, ricerca e creazione contemporanea. Il lavoro sviluppato durante la residenza presso Asteria Guest&Artist House prende forma a partire dal progetto “Alternative Spaces for Empathy Resonances”, una ricerca coreografica che esplora l’empatia cinestetica come strumento di connessione autentica, comunicazione e presenza condivisa. Attraverso una pratica incarnata, Ada Freund e Chiara Consiglio indagano il modo in cui gli impulsi corporei possano generare nuove forme di relazione e nuove possibilità di co-esistenza sensibile.

La ricerca si fonda sulla fenomenologia, intesa come filosofia dell’esperienza vissuta, e si concentra sulla dimensione sensoriale e fisica del rapporto tra i corpi. Le artiste pongono domande essenziali che attraversano l’intero processo creativo: come ci tocchiamo? Come desideriamo essere toccati? Quando il contatto è possibile? E può esistere una forma di “tocco” anche in assenza di contatto fisico? Attraverso questi interrogativi il progetto affronta temi profondamente contemporanei come l’intimità, il consenso, la vulnerabilità e la negoziazione continua tra prossimità e distanza.

Al centro della ricerca emerge il concetto di kinesfera, lo spazio relazionale che circonda il corpo e all’interno del quale affettività, agency e interconnessione convivono. Il lavoro si sviluppa quindi tra dimensione interna e dimensione esterna, tra esperienza soggettiva e percezione spaziale, ispirandosi anche al concetto filosofico di “sfera del proprio” elaborato da Edmund Husserl. Elementi come il contatto visivo, il respiro condiviso, il flusso dinamico del movimento e la continua ridefinizione delle distanze tra i corpi diventano strumenti centrali della composizione performativa.

In particolare, il respiro assume un ruolo fondamentale all’interno della pratica: non solo funzione biologica, ma impulso cinetico e dispositivo relazionale capace di costruire ritmi comuni, generare ascolto reciproco e attivare connessioni sottili tra performer e pubblico. La performance nasce dunque come ambiente condiviso, uno spazio di attenzione percettiva nel quale anche gli spettatori vengono coinvolti in un’esperienza collettiva di presenza e partecipazione.

La scelta di sviluppare questo progetto a Roseto Valfortore non è casuale. Lontano dai circuiti performativi tradizionali e immerso in una dimensione di prossimità e ascolto, il contesto del borgo diventa parte integrante della creazione artistica. Lo spazio pubblico e il paesaggio sociale si trasformano in elementi attivi del processo, contribuendo a ridefinire le modalità di interazione e a rafforzare i temi centrali della ricerca: empatia, relazione e coesistenza.

Con questa nuova residenza, Asteria Guest&Artist House conferma il proprio ruolo come luogo di ricerca e sperimentazione dedicato alle pratiche contemporanee, capace di accogliere artisti internazionali e di promuovere progetti che interrogano il presente attraverso il linguaggio del corpo e della performance. L’evento del 23 maggio rappresenta quindi non soltanto la restituzione finale di una residenza artistica, ma anche un invito a vivere collettivamente un’esperienza di ascolto, sensibilità e connessione.

Info evento al numero 377 3872180