Un doppio concerto-evento con Li Ucci Orckestra conclude Li Ucci Festival a Cutrofiano

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li ucci orkestra 2020 - foto giulio rugge

CUTROFIANO (LE) – Venerdì 10 e sabato 11 settembre alla Masseria L’Astore di Cutrofiano, in provincia di Lecce, con un doppio concerto-evento con Li Ucci Orkestra e tanti ospiti si conclude l’undicesima edizione de Li Ucci Festival, organizzata da Sud Ethnic aps in collaborazione con il Comune di Cutrofiano, con il patrocinio di Regione Puglia, Puglia Promozione, Camera di Commercio di Lecce, Istituto Diego Carpitella, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Comune di Aradeo, Comune di Sogliano Cavour e altri partner pubblici e privati, con la direzione artistica e organizzativa di Antonio Melegari.

La doppia serata (posti esauriti), che rientra nella Programmazione Puglia Sounds Live 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro), prenderà il via venerdì 10 alle 21 con la consegna del Premio Riconoscimento Cultura d’Onore, assegnato al cantastorie calabrese Otello Profazio e al ricercatore della tradizione orale salentina e direttore artistico del Festival La Notte della Taranta Luigi Chiriatti. Dalle 21:30 la prima parte del concerto con Li Ucci Orkestra e tante voci ospiti che avrà come testimonial della serata Nandu Popu dei Sud Sound System. Sabato 11 dalle 21 la serata finale ospiterà “Voci di terra nostra”, formazione nata all’interno del collettivo de Li Ucci Festival per dar spazio alle voci e ai canti nascosti eseguiti con voci e strumenti della tradizione con arrangiamenti rispettosi delle tradizione. A seguire la seconda parte del concerto de Li Ucci Orkestra con la partecipazione del testimonial Antonio Castrignanò, cantante, musicista e compositore.

Li Ucci Orkestra è composta da Antonio Murciano (batteria), Marco Verardo (basso elettrico), Matteo Coppola (timpani e terracotte), Marco Giaffreda (percussioni e rumori), Andrea Stefanizzi (tamburi a cornice), Marco Garrapa, Francesco De Donatis (tambureddhru), Francesca Falcone (chitarra classica), Antonio Polimeno (chitarra acustica), Giacomo Casciaro (mandola), Luigi Marra (violino, organetto), Ylenia Giaffreda (violino), Diego Vergari (sax), Gianmichele De Filippo (basso tuba e trombone), Simone Scarpina (tromba), Stefano Blanco (flauto), Michele Bianco (fisarmonica). La direzione organizzativa è affidata a Gigi Russo (piano e sequenze), Alessio Giannotta (tambureddhru e ukelele), Vittorio Chittano (fisarmonica), che hanno coordinato gli arrangiamenti nati durante le prove con la collaborazione di tutti i componenti dell’Orchestra. Le voci sono di Antonio Polimeno, Marco “Puccia”, Edoardo “Zimba”, Antonio Melegari, Marina Leuzzi, Francesco De Donatis, Alessandro Botrugno, Giovanni Palma, Ilaria Costantino, Gino Nuzzo, Michela Sicuro, Le Sorelle Gaballo, Giacomo Casciaro, Rocco Borlizzi, Luigi Marra, Lina Bandello, Giorgio D’Aria, Luigi Mengoli, Matteo Gaballo, Tony “Taranta”, Davide Donno, Vincenzo Mancini, Mino Giagnotti, Gigi Marra e altri. Le danze sono a cura di Sara Albano, Laura Boccadamo, Veronica Calati, Cristina Frassanito, Claudio Longo, Andrea Caracuta, Romolo Crudo e Floriana Pisanelli.

Li Ucci Festival nasce nel 2011, a un anno dalla scomparsa di Uccio Aloisi, con l’intento di ricordare tutti i grandi cantori del Salento che hanno saputo tramandare grazie alla loro cultura orale i canti e le tradizioni del nostro territorio. Un’attenzione particolare è rivolta, da qui il nome del festival, allo storico gruppo “Gli Ucci” di Cutrofiano, ai suoi cantori e a tutti i musicisti che negli anni hanno ruotato intorno a questi custodi degli “stornelli”, dei canti d’amore e di lavoro. Anno dopo anno il festival è, però, cresciuto, ampliando la sua visione e arricchendo il suo programma, coinvolgendo nuove generazioni di musicisti, cantori e artisti capaci di tramandare il patrimonio popolare salentino e trasformandosi in un contenitore di arte, cultura, musica, enogastronomia e turismo a 360°. Con Li Ucci Festival, a settembre vive e partecipa un intero paese, dal centro alle periferie e dalle campagne al centro urbano. Negli ultimi due anni – a causa delle restrizioni e delle norme anticovid19 – il programma ha subito un po’ di modiche, mantenendo però lo spirito e la qualità della proposta.