
Domenica 20 settembre al TaTÀ di Taranto, per il Taras Teatro Festival, Anna Ferruzzo e Massimo Wertmüller propongono una lettura di coppia dell’”Iliade” di Baricco
Un incontro tra parola, memoria e teatro d’attore per attraversare una delle storie fondative della cultura occidentale e riscoprirne l’umanità più profonda. Nella scrittura di Baricco l’“Iliade” si spoglia delle ridondanze e delle convenzioni del racconto epico per avvicinarsi alla sensibilità dello spettatore contemporaneo. Il fascino dell’antico resta intatto, ma la narrazione assume un ritmo più diretto, fluido, incalzante, capace di trasformare la grande guerra di Troia in una vicenda intima e universale.
Sei personaggi prendono voce e raccontano la propria storia. Tre uomini – Demodoco, Antiloco e Priamo – e tre donne – Criseide, Elena e Andromaca – diventano i custodi di un racconto fatto di passioni, desideri, perdita e paura. Gli dèi restano sullo sfondo: al centro della scena ci sono gli esseri umani, con le loro fragilità e il loro coraggio, le loro contraddizioni e il loro bisogno di sopravvivere. Ed è attraverso la loro soggettiva che l’“Iliade” rivela un volto inatteso: quello di un testo che, pur narrando la guerra, custodisce una profonda aspirazione alla pace.
A dare corpo a questa narrazione sono due interpreti di grande esperienza e sensibilità scenica, coppia nell’arte e nella vita. Massimo Wertmüller, attore e doppiatore, ha costruito una lunga carriera tra teatro, cinema, televisione e radio. Formatosi al Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti, ha lavorato con importanti registi italiani, da Ettore Scola a Luigi Magni, da Sergio Corbucci a Lina Wertmüller, sua zia. L’esperienza maturata nel teatro di parola e la capacità di attraversare registri differenti incontrano qui la complessità dei personaggi omerici, restituendone la forza narrativa e il respiro umano.
Accanto a lui, Anna Ferruzzo, attrice tarantina, che torna nella città natale in un appuntamento dal particolare valore personale e artistico. Le sue prime esperienze teatrali maturano, infatti, proprio con la compagnia Crest, con la quale collabora diretta dai registi Mauro Maggioni e Davide Iodice. Da allora, un percorso tra palcoscenico, cinema e televisione. Nel suo percorso sul set figurano “Il miracolo” di Edoardo Winspeare, che segna una delle tappe iniziali della sua esperienza cinematografica, e “Saimir” di Francesco Munzi, dramma dedicato al tema dell’immigrazione. Nel 2009 arriva la partecipazione a “Cado dalle nubi”, commedia con Checco Zalone che la avvicina al grande pubblico.
Il sodalizio con Francesco Munzi prosegue con “Anime nere”, film ambientato nel mondo della ’ndrangheta, mentre nel 2017 Ferruzzo prende parte a Il padre d’Italia di Fabio Mollo, interpretazione che le vale una candidatura ai Nastri d’Argento come migliore attrice non protagonista.
Negli anni successivi, l’attrice continua a frequentare produzioni di rilievo, tra cui “Una questione privata” dei fratelli Taviani e “Ovunque proteggimi” di Bonifacio Angius. Nel 2023 è nel cast di “Palazzina Laf”, opera prima di Michele Riondino ambientata nella Taranto dell’Ilva, e nel 2024 partecipa a Dieci minuti di Maria Sole Tognazzi.
Il ritorno a Taranto insieme al marito e compagno di scena Massimo Wertmüller assume così il significato di un ideale ricongiungimento con le proprie radici teatrali. Un ritorno che si inserisce naturalmente nella vocazione del Taras Teatro Festival: fare del mito un luogo vivo, capace di interrogare il presente e di restituire alla comunità il valore della memoria, dell’identità e dell’incontro.
Botteghino del TaTÀ (ore 10-13/15-18). Biglietti in vendita anche sul circuito Vivaticket.










