Tap, Consulta giudica inammissibile ricorso Puglia

Trevisi (M5S): “Studi scientifici confermano rischi estremamente rilevanti”

Antonio TrevisiBARI – La Corte Costituzionale ha giudicato inammissibile il conflitto di competenza sollevato dalla Regione Puglia contro lo Stato sul procedimento di autorizzazione del gasdotto Tap. Nell‘aprile di quest‘anno la Consulta aveva già bocciato un comma di una legge pugliese in cui si prevedevano alcune deroghe ai vincoli urbanistici sui terreni soggetti all‘espianto degli ulivi per la costruzione del gasdotto Tap.

Un colpo basso per i tanti cittadini pugliesi che da anni si battono insieme a noi del M5S per il “no” al gasdotto Tap denunciandone la pericolosità e i rilevanti impatti sull’ambiente. Le nostre tesi trovano conferma negli studi del Professor Umberto Ghezzi del Politecnico di Milano, uno dei maggiori esperti di ingegneria energetica”. È quanto dichiara il consigliere del M5S Antonio Trevisi in seguito all’articolo pubblicato dal settimanale “L’Espresso” sul gasdotto Tap. Nell’articolo vengono riportate le osservazioni fatte da Ghezzi in una relazione inviata al sindaco di Melendugno nella quale si parla di “rischi estremamente rilevanti, esplosioni e incendi”. Nella stessa relazione si evidenzia il pericolo che si “formino miscele esplosive che possono essere innescate con conseguenze estremamente rilevanti”. Studi condivisi anche dall’ingegnere chimico Alessandro Manuelli, che denuncia alcuni difetti di progettazione negli scarichi durante le operazioni di manutenzione o in casi di emergenza. Persino la stessa Tap in un documento valuta medio/alto l’impatto sull’ambiente e sulla qualità di vita per le famiglie in prossimità delle principali aree di cantiere.

Trevisi evidenzia come i pericoli maggiori siano legati ad un possibile guasto nell’area subacquea e soprattutto in quella sotto la terra ferma. La piana della provincia di Lecce si fonda infatti sull’agricoltura, e vi sono vasti campi sotto i quali correrà il gas. Una falla potrebbe coinvolgere le case vicine oltre a piantagioni, alberi e bestiame allevato in quelle zone. Stessi rischi in acqua, anche se le maggiori preoccupazioni nascono dall’impatto ambientale dei 12 ettari di ricettore dove il tunnel fermerà la sua corsa.

Si tratta di una centrale a gas – aggiunge il consigliere cinquestelle – e i rischi per l’ambiente sono sempre elevati. Per il bene e per la sicurezza dei cittadini occorre invece – conclude – ripartire con un strategia che punti sulle rinnovabili e la generazione distribuita”.