Tangenti nascoste in buste lasciate nel vano portaoggetti dell’auto: arrestato insieme ad altre 15 persone

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MOLFETTA – Forniture di arredi, bancali di ciottoli e asfalto per realizzare il parcheggio dello stabilimento balneare di cui era socio, la riparazione dell’auto di famiglia dopo un incidente stradale, denaro contante e un telefono cellulare: sono solo alcune delle utilità che un uomo avrebbe ricevuto dagli imprenditori che di volta in volta avrebbe favorito nell’ottenimento di appalti pubblici. Lui e altre 15 persone sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza su disposizione della magistratura di Trani. L’inchiesta, spiegano gli investigatori, ha messo in luce un sistema basato su accordi corruttivi tramite i quali “svariati appalti pubblici del Comune di Molfetta venivano affidati da pubblici ufficiali compiacenti ad una cerchia ristretta di imprenditori, in cambio di denaro e altre utilità, smartphone, computer e lavori privati”.

“La sistematicità delle condotte delittuose – si legge negli atti – è emersa anche dalle modalità relative al pagamento delle tangenti, documentate con operazioni di intercettazioni ambientali audio-video: l’imprenditore di turno, una volta salito a bordo dell’autovettura del funzionario arrestato, senza proferire parola lasciava la busta con i soldi all’interno del vano portaoggetti o nelle mani del medesimo”. Gli appalti sui quali sono emerse irregolarità sono quelli di riqualificazione delle strade e delle piazze Immacolata e Aldo Moro, messa in sicurezza delle ciminiere dell’ex cementificio, progettazione del nuovo teatro comunale, ricostruzione della scuola per l’infanzia Gianni Rodari, riqualificazione della biblioteca comunale e della Cittadella degli Artisti, realizzazione del nuovo stadio di atletica leggera.