Spazio ZeroSei a Lecce

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In giornata si è svolta la presentazione

LECCE – Di seguito le dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa di presentazione di Spazio ZeroSei.

I cambiamenti che interessano il paese non hanno portato opportunità per tutti e riteniamo che se la società cambia anche i servizi educativi tradizionali sono chiamati a trasformarsi, per rispondere alle diverse esigenze educative che le famiglie pongono – ha detto Giulia Gianfagna di Alteramente – Il contesto in cui si colloca Spazio ZeroSei è quello dei servizi non tradizionali, un luogo per le relazioni aperto a tutte le famiglie. Offriremo opportunità di dialogo e crescita insieme, perché è proprio su questo che scommettiamo”.

È un momento di festa per tutti noi per aver costruito e reso possibile questo progetto – ha detto Caterina Ginzburg di Impresa Sociale – Spazio ZeroSei oggi nasce a Lecce ma ha già due altri spazi aperti, quello di Pistoia e quello di Ventimiglia e prossimamente aprirà anche a Vibo Valentia. Vogliamo costruire una rete facendo circolare idee e ed esperienze tra gli Spazi e tra loro i territori nei quali lavorano. Questo è uno dei quattordici progetti europei finanziati nel bando ZeroSei del Fondo per la povertà educativa e siamo orgogliosi di questo”.

Questo spazio traduce pienamente la funzione del patrimonio pubblico per l’amministrazione comunale: gli immobili pubblici devono essere restituiti alla collettività, ove possibile anche erogando servizi – dichiara l’assessore al Patrimonio Rita Miglietta – Spazio ZeroSei lo fa affrontando un tema importante come la povertà educativa e rivolgendosi ai bambini e agli adulti. Il patrimonio pubblico deve essere restituito alla città attraverso progetti che abbiano un impatto sociale e in questo quartiere ci sono tutte le condizioni per fare in modo che ciò accada”.

Agire sulla povertà educativa minorile significa agire sulla cultura del paese – ha detto il sindaco Salvemini – Se si parte dell’assunto che 1.5 milioni di bambini in Italia vivono in povertà assoluta, uno su due non legge un libro, uno su tre non usa internet, il 40 per cento non fa sport, capite bene che l’investimento delle risorse pubbliche dovrebbe avere come priorità questo tema. Perché sappiamo che i bambini e le bambini che vivono in famiglie a disagio sociale hanno una alta possibilità di restare inchiodati a questa condizione se non si attivano strumenti come asili nido, scuole attrezzate, spazi dove organizzare attività culturali artistiche sociali ed educative come questo. Noi contribuiamo con un granello in questo progetto mettendo a disposizione uno spazio comunale che siamo felici di veder recuperato e destinato ad una funzione sociale. Progetti come questo si realizzano se sono capaci di mettere radici nei quartieri dove sorgono, per cui la prima scommessa sarà vincere diffidenze, solitudini, isolamenti e farsi riconoscere soprattutto da chi vive nel quartiere San Sabino e nella Zona Stadio. In questo modo saremo capaci di veder crescere questo albero, infoltirsi la sua chioma e coprire quanti più bisogni possibili delle famiglie con bambini piccoli che qui vivono”.