Sforamento Pm 10, passa la mozione di Trevisi

49

Verranno individuati i responsabili dell’inquinamento

antonio trevisiLECCE – Approvata ieri pomeriggio, in consiglio regionale, un’importante mozione a prima firma del consigliere capogruppo M5S Antonio Trevisi, che impegna la giunta regionale a potenziare i sistemi di monitoraggio ambientale sul territorio implementando nuove tecnologie che permetterebbero di risalire alle cause e quindi ai responsabili dell’inquinamento.

Una grande vittoria in nome della salute dei cittadini – dichiarano i componenti del meetup Arnesano 5 Stelle -, proprio il nostro gruppo era sceso in piazza lo scorso 7 Febbraio, ad Arnesano, con un volantino dove si auspicava un immediato impegno da parte degli organi competenti. L’associazione Salute Salento, visitando i report giornalieri pubblicati dall’Arpa, aveva riscontrato dai dati provenienti dalla stazione di rilevamento nel Rione Riesci di Arnesano, una delle più alte concentrazioni di particolato (Pm 10) di tutta la Puglia.”

Si tratta di un passo storico per la nostra regione – commenta con entusiasmo Trevisi – in Puglia ed in particolare nel Salento i dati epidemiologici sono estremamente preoccupanti. Non a caso questa mozione è nata proprio dalle segnalazioni dei cittadini di Arnesano, Campi Salentina, Monopoli e di altri comuni pugliesi riguardo lo sforamento dei dati di emissione nei propri territori. Il tasso di decessi per tumori è elevatissimo, la causa è senza dubbio l’inquinamento. Per comprendere la gravità del fenomeno – spiega il consigliere pentastellato – è necessario specificare che si parla di un numero di casi di tumori ai polmoni e alle vie urinarie per gli uomini e alla mammela per le donne, addirittura superiore a quello di città italiane come ad esempio Brescia che ha un tasso di industrializzazione estremamente elevato. Il passo fondamentale che facciamo con l’approvazione di questa mozione è la richiesta di implementazione di nuove sofisticate tecnologie, oggi esistenti, che permettono di individuare con certezza la fonte inquinante, il che di conseguenza permetterebbe finalmente di inchiodare i responsabili. Inoltre la Regione si impegna all’attuazione delle misure individuate, nel suddetto, tramite un idoneo posizionamento e/o potenziamento delle centraline di rilevamento atmosferico e mediante regolari campionamenti del suolo, sottosuolo e delle acque di risulta degli impianti in questione, nonché nelle falde acquifere sottostanti.”