Salento, Abaterusso: “Diciamo no al turismo di massa che omologa e svende le nostre bellezze”

Lo sviluppo del Salento deve passare da autentiche politiche per il territorio che invertano questa rotta

ernesto abaterussoLECCE – “Come ad esempio, nel settore del turismo non è accettabile che le politiche regionali passate abbiano ridotto la provincia di Lecce, per una precisa ed incomprensibile scelta politica ad essere destinataria di un turismo fondato sul divertimento e sullo sballo che però non porta vantaggi di alcuna natura e rappresenta piuttosto un pericolo dal punto di vista della sicurezza, del decoro urbano e dell’igiene, mentre in altre parti della Puglia, la Valle d’Itria per esempio, si è deciso di puntare su un turismo di qualità che crea sviluppo e diventa volano per l’intera economia di quel determinato territorio”.
Ernesto Abaterusso, presidente Gruppo consiliare Articolo 1 – MDP in Regione Puglia, che aggiunge: “Non amo le autocitazioni, ma esattamente due anni fa lanciavo questo grido d’allarme.
Che allo stesso tempo era un invito all’allora Assessora al Turismo, la stessa di oggi, per una inversione totale nelle politiche turistiche della nostra regione.
In questi due anni non si è fatto nulla di ciò che andava fatto.
Si è preferito crogiolarsi su dati prettamente numerici, peraltro falsi – basta andare in giro per rendersene conto – per continuare a vendere ai pugliesi una realtà non corrispondente al vero.
Oggi, puntuale, è arrivato il redde rationem. Ed è impietoso. Tutta l’Italia parla della vergogna Salento, dell’immagine nefanda offerta da Gallipoli, un tempo città bella, oggi ridotta a vergogna del sud.
I grandi giornali e telegiornali nazionali si sono scagliati con un accanimento senza precedenti e senza pietà contro Gallipoli ed il Salento per denunciarne le pecche.
Case pollaio, verande e garage affittati ai giovani, affitti in nero, lungomare in mano agli spacciatori, discoteche che devono contenere 1500 giovani e che invece ne contengono 7000 ed altro ancora.
Peraltro il risultato economico di tutto ciò non va ai gallipolini, ma ai baresi che, impossibilitati a fare ciò dalle loro parti, sono venuti qui. Le grandi discoteche ed i siti per lo sballo sono di loro proprietà.
Tutto ciò che era stato faticosamente costruito nei decenni precedenti è stato rovinosamente cancellato nel giro di qualche settimana. Con un danno incalcolabile per tutto il Salento segnato da un marchio incancellabile.
Ciò ha provocato le ferme prese di posizione e denunce del Prefetto, del Sindaco e di tutti coloro che hanno a cuore il bene di questa parte di territorio della Puglia.
E di fronte a questo scempio l’Assessora Loredana Capone altro non sa dire o fare che provare vergogna. Come se i responsabili di tutto questo fossero gli alieni e non chi, invece, da ben dieci anni governa la Puglia. E sempre da postazioni importanti e decisive. Ed in questi anni è andata avanti inseguendo le mode, inondando la Puglia di slogan e di spot inconcludenti e dannosi, impedendo una seria programmazione ed autentiche politiche per il territorio. E pensando invece a distribuire mance agli amici. Molti dei quali responsabili, non solo a Gallipoli, delle vergogne denunciate e di tante non ancora denunciate“.