“Pierrot era donna” chiude il suo tour a Bisceglie. Al Politeama Italia la performance e il talk sul progetto di Mimma Di Vittorio e Joseph D’Ingeo

Il progetto troverà, così, la sua chiusura in grande stile dopo aver coinvolto il pubblico di numerose città pugliesi. Il tour ha, infatti, fatto tappa in diversi centri della regione, tra cui Bitonto, Trani, Conversano, Cellamare, Bari, Capurso e Palo del Colle, fino ad approdare sui Monti Dauni nello scenario suggestivo di Roseto Valfortore, uno dei Borghi più belli d’Italia, all’interno della cornice del PostcART Festival.
L’interrogativo da cui tutto prende forma è lo stesso che dà il titolo al progetto: E se Pierrot fosse stato una donna? A trasformare questa suggestione in una narrazione artistica è stato infatti un libro, “Pierrot era donna”, a cura di Mimma Di Vittorio, pubblicato per Timoteo Edizioni, casa editrice fondata dal musicista Livio Minafra, autore anche della prefazione. Il progetto, nato durante il periodo della pandemia dalla volontà di sperimentazione del fotografo Joseph D’Ingeo e dalla ricerca coreografica di Mimma Di Vittorio, si è progressivamente evoluto fino a diventare una pubblicazione e un percorso performativo portato in tournée.
“Pierrot era donna” ruota intorno a due maschere veneziane di Pierrot, da cui è scaturita spontaneamente la trama sinuosa, tumultuosa ma anche intima di un racconto per immagini fortemente ispirato alla danza New Butoh di Sayoko Onishi. Gli scatti fotografici di Joseph D’Ingeo, sapienti ed evocativi, si muovono lungo la scia del chiaroscuro caravaggesco, traducendo in immagini ogni movimento e ogni gesto di Mimma Di Vittorio, danzatrice, performer, insegnante del Metodo Feldenkrais® dal 2011 e fondatrice della New Butoh School di Ruvo di Puglia.
Pierrot è in realtà una maschera italiana cinquecentesca: Pedrolino, il furbo e malandrino servo dall’abito bianco e ampio che, per cause incerte, circa due secoli dopo approdò in Francia trasformandosi completamente, assumendo il carattere malinconico e sognatore del Pierrot che oggi conosciamo. Affascinato dalla luna e innamorato di Colombina, che invece amava Arlecchino, si nascose dietro quella che è diventata nel tempo una delle maschere più celebri al mondo: il volto bianco attraversato da una lacrima nera. Ma chi era davvero Pierrot? Perché si nascondeva dietro una maschera e soprattutto dietro ampi drappi bianchi? Aveva forse la necessità di celarsi? E se Pierrot fosse stato una donna?
Terzo attore in gioco per questo progetto editoriale, accanto a Mimma Di Vittorio e Joseph D’Ingeo, è Raffaella Tiziana Giancipoli, che ha tessuto un racconto affidato alle parole, trasformando in linguaggio il dialogo interiore di Pierrot. Così, a distanza di oltre cinquecento anni, questo personaggio sopravvive e si trasforma – o forse si rivela – perché in ognuno di noi esiste un Pierrot che raramente coincide con ciò che appare.
Il libro diventa quindi un racconto di immagini e parole in cui il fotografo, partendo dal nero, introduce lentamente la luce seguendo l’ispirazione delle tecniche pittoriche di Caravaggio. L’impaginazione e la grafica del volume sono state curate da Michele Cosola – Selecta Matera.
Quella raccontata è una storia di fantasia che immagina Pierrot donna, ma è anche una storia profondamente attuale: la storia di chi vive ancora oggi nell’incubo delle discriminazioni legate al sesso o all’identità di genere.
«Questo progetto», racconta Mimma Di Vittorio, «rappresenta per me la storia di tante persone che vivono una vita intera nascondendo chi sono veramente per piegarsi ai doveri familiari e sociali. Persone che si nascondono dietro una maschera fingendo, a sé e agli altri, di essere ciò che non sono, finendo per identificarsi solo in una rappresentazione ridotta di sé, soprattutto quando si tratta di donne e, ancor più spesso, di mogli».
Un progetto nato quasi per gioco, dunque, ma capace di trasformarsi in uno strumento di riflessione e incoraggiamento: un invito a riconoscere e affermare la propria identità, il proprio punto di vista e le proprie inclinazioni. Un racconto artistico dedicato a tutte quelle donne che non hanno potuto – o non sono riuscite – semplicemente ad essere sé stesse.
L’evento si inserisce nella stagione del teatro Politeama Italia dal titolo “Emozioni in Scena 2026”. L’ingresso è previsto alle ore 20,30, il sipario alle ore 21. I biglietti si possono acquistare presso il botteghino del Politeama Italia di Bisceglie, oppure online cliccando su questo link: https://politeamaitalia.com/pierrot-era-donna/ . Info allo 080 396 8048
E se Pierrot fosse stata donna? Lo spettacolo teatrale “Pierrot era donna” rilegge la figura di Pierrot, come personaggio femminile contemporaneo, interrogandosi sul peso delle maschere sociali e sul diritto di essere sé stessi.








