Nel tempo, il lavoro del Museo ha attraversato alcune questioni centrali della contemporaneità. Tra queste, il limite inteso come punto da cui ribaltare la prospettiva, e l’abitare, osservato su più livelli: dalla casa – il Palazzo Baronale de Gualtieriis, luogo quotidiano e dispositivo di osservazione – al villaggio, territorio fragile e complesso, fino al Mediterraneo, spazio politico e culturale che impone oggi nuove forme di attenzione.
Il titolo si ispira all’omonimo fumetto di Richard McGuire, in cui un unico punto di vista diventa il luogo da cui osservare tempi lontanissimi che coesistono. Allo stesso modo, la mostra costruisce un racconto fatto di stratificazioni, sovrapposizioni, discontinuità. Le opere esposte restituiscono la pluralità di sguardi che negli anni hanno attraversato KORA tuttavia non immaginando una restituzione celebrativa, ma un dispositivo che mette in tensione materiali, linguaggi e visioni, generando connessioni inedite.
L’allestimento non segue un ordine cronologico. Accostamenti inattesi e rapporti talvolta dissonanti costruiscono un ritmo eterogeneo, dove ogni opera mantiene la propria autonomia e allo stesso tempo entra in relazione con le altre. Come ricordava Jean-Luc Godard, un racconto può avere un inizio, un centro e una fine, ma non necessariamente in quest’ordine.
In questo spazio, il tempo si frammenta e si ricompone: il visitatore non restando ai margini, entra nel dispositivo: attraversa, combina, ricuce, diventando co-autore di un racconto che prende forma nel rapporto tra passato, presente e futuro.
Così, QUI.Kora si interroga anche sul senso della narrazione oggi. In un contesto saturo di immagini e storie, la mostra prova a riaprire uno spazio di attenzione, di lentezza, di dubbio. Raccontare diventa un gesto necessario per orientarsi, ma anche per disorientarsi.
Le opere, spesso legate a tradizioni orali e a processi di scambio con il territorio, portano con sé storie che si trasformano nel tempo. Nascono in contesti specifici, ma nel momento in cui entrano in relazione tra loro diventano altro: parlano di molti luoghi, di molte periferie, di molti Sud.
si presenta così come uno strumento per costruire nuove possibilità di lettura e per l’occasione riunisce una costellazione di artisti e progetti che, nel tempo, hanno contribuito a definirne l’identità. Le pratiche presentate si muovono tra arti visive, cinema, ricerca sonora e processi partecipativi, costruendo un insieme eterogeneo in cui linguaggi e sensibilità differenti trovano un terreno comune.
Il percorso include i lavori e i progetti di Benni Bosetto, Giuseppe De Mattia, Gaia di Lorenzo, Bekhbaatar Enkhtur, il collettivo Flatform, Kora_Extended, Giulia Mangoni, Martina Melilli, Ogni Altro Suono, Matteo Pizzolante, Theodoulos Polyviou con Alfatih, Luigi Presicce, Jacopo Rinaldi e Driant Zeneli.
Le opere esposte, spesso nate da residenze, collaborazioni e momenti di confronto con il territorio, restituiscono una pluralità di approcci che attraversa il rapporto tra immagine, narrazione e spazio. Ogni progetto mantiene la propria autonomia, ma entra in relazione con gli altri all’interno di un sistema aperto, dove le connessioni si costruiscono nel tempo e si rinnovano nello sguardo di chi attraversa la mostra.
Alle 21, negli spazi di KORA, l’inaugurazione sarà arricchita da Anna-Kaisa Meklin e Renato Grieco i quali eseguiranno composizioni scritte appositamente per loro da Marco Baldini, presentate in prima assoluta nell’ambito di Ogni Altro Suono. I brani, ideati per due bassi di viola da gamba a sette corde, esplorano la tessitura più grave dello strumento, indagando le risonanze profonde e il potenziale emotivo attraverso una scrittura essenziale e strutture armoniche scheletriche che mirano a esaltare la bellezza e la fragilità timbrica di questi strumenti.
La forma del bicinium, piccola composizione a due voci spesso impiegata a scopo didattico in epoca rinascimentale, viene qui dilatata fino all’estremo. Ne risulta una musica minimale, in cui l’antecedente antico, rinascimentale e barocco, affiora come un’eco lontana ma ancora tangibile.
A seguire, la festa con Dj Vivaz, alias Beppe Viva. Un vero viaggio nei suoi tra house musica afro, hip-hop e molto altro.
Inoltre, il 29 e 30 maggio 2026 KORA – Centro del Contemporaneo ospiterà Hosting Powers, incontro internazionale dedicato alle residenze d’artista come strumenti di ricerca, sperimentazione e relazione con i territori. Due giornate di confronto che riuniranno artisti, curatori, ricercatori, operatori culturali e rappresentanti istituzionali provenienti da diversi Paesi europei, con un focus sul ruolo delle residenze artistiche nelle aree rurali, periferiche e mediterranee. Il programma approfondirà temi legati all’identità delle residenze, al loro impatto culturale e sociale e ai modelli di sostenibilità e governance.
CREDITI
Prodotta da Ramdom; realizzata nell’ambito del progetto Borgo del Contemporaneo di Castrignano de’ Greci, sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU attraverso la Misura 2.1 del PNRR “Attrattività dei Borghi”.
Sponsor tecnico: Sprech Group.
Orari di visita:
martedì/venerdì: 10:00 – 18:00
sabato e domenica: 19:00 – 23:00
Biglietto: 3 €
Ingresso gratuito per i residenti di Castrignano de’Greci
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