Promosso dalla BioDesign Foundation e da “The Custodians”, in collaborazione con il MEDA (Movimento Europeo Diversamente Abili), il progetto mira a sensibilizzare la cittadinanza sull’urgenza di contrastare l’inquinamento da plastica, particolarmente allarmante perché “la plastica in natura viene mangiata, respirata e uccide”.
nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenute l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente, Elda Perlino, e le presidenti dei cinque Municipi (Annamaria Ferretti, Alessandra Lopez, Luisa Verdoscia, Maria Chiara Addabbo e, in sostituzione della presidente Morisco, la consigliera Mariarita Blasi), accanto agli organizzatori Roberto Guerini e Marina Basile, vicesegretaria nazionale del MEDA.
Una grande azione collettiva di rigenerazione urbana dal 25 al 29 maggio riguarderà Bari: associazioni, università, federazioni sportive, istituzioni, scuole, aziende con i propri dipendenti e tantissimi volontari puliranno in modo sistematico alcuni luoghi scelti nel territorio dei Municipi cittadini.
“Questa non è semplicemente un’iniziativa simbolica di decoro urbano, ma un tassello politico e civico fondamentale all’interno del percorso di transizione ecologica che abbiamo intrapreso – ha detto Elda Perlino -. Accanto a The Custodians tantissime associazioni del territorio daranno vita ad appuntamenti di clean up all’insegna dell’inclusività nella settimana dal 25 al 29 maggio.
Educare, sensibilizzare e informare tutti i cittadini, a partire dai più piccoli, coinvolgendoli in azioni come queste, significa combattere l’inquinamento e l’abbandono di rifiuti plastici per consegnare al futuro una città non solo più bella ma soprattutto più sana. Infatti uno degli elementi più pericolosi per l’ambiente e la salute umana è proprio la plastica, per la sua massiccia diffusione e per la presenza di microplastiche in tantissime matrici ambientali, non ultima quella alimentare”.
“Quando, nel 2023, abbiamo dato vita a questo movimento, sognavamo di animare una mobilitazione di grande portata – ha spiegato Roberto Guerini -. Bari ha risposto con entusiasmo alla nostra proposta, che per noi significa piantare il seme di una nuova era, quella che amiamo definire “Custocene”, in cui l’essere umano smette di essere soltanto un consumatore-predatore e diventa custode attivo del pianeta. Quando una comunità è capace di unirsi per un obiettivo condiviso, produce un impatto reale e misurabile, ed è quello che vogliamo accada a Bari nei cinque giorni della Plastic Race”.
“Accanto agli obiettivi ambientali, la vera vittoria di questa manifestazione sta nell’inclusione – ha ricordato Marina Basile –. Grazie al lavoro del MEDA, vogliamo dimostrare che la difesa dell’ambiente è una sfida universale che non ammette barriere, né architettoniche né mentali. Nei nostri appuntamenti i cittadini con disabilità parteciperanno attivamente alla rigenerazione dei quartieri. Vogliamo abbattere i pregiudizi unendo mani e cuori per un obiettivo comune”.
si inizia il 25 maggio: spiaggia di Pane e Pomodoro – Municipio I
26 maggio: giardino Damiano Russo, via Santi Cirillo e Metodio – Municipio II
poi il 27 maggio: playground di viale delle Regioni e Parco delle Legalità, via De Ribera – Municipio III
28 maggio: vecchio porto di Palese – Municipio V
infine 29 maggio: strada La Grava – Municipio IV
Nel mondo in particolare si producono oggi oltre 400 milioni di tonnellate di plastica ogni anno. Di queste, il 50% finisce in discarica, il 19% viene bruciato a cielo aperto, soltanto il 9% viene riciclato e il 22% (oltre 100 milioni di tonnellate) viene disperso direttamente in natura. Nel 2020 la massa di plastica sul pianeta (8 miliardi di tonnellate) aveva quasi raggiunto quella della vita animale sulla Terra (9 miliardi di tonnellate).
Questi dati poi sono stati ribaditi il 7 maggio 2026 all’Earth Solution Conference di Napoli dai principali ricercatori italiani impegnati sul tema, concordi nell’affermare che la priorità assoluta è fermare l’immissione di nuova plastica nell’ambiente.
Sul fronte della salute umana, gli studi scientifici presentati stimano che ognuno di noi ingerisca fino a 5 grammi di microplastiche a settimana (l’equivalente del peso di una carta di credito). Inoltre, la ricerca guidata dall’Università Vanvitelli su 257 pazienti ha rilevato microplastiche all’interno delle placche arterosclerotiche di 150 pazienti, associandole a un rischio significativamente maggiore di infarto, ictus o morte.
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