Puglia e Basilicata, trivelle: un altro ok del Ministero

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Trevisi (M5S): “Vanno fermate. Servono azioni concrete e risposte”

trevisiBARI – La Shell torna a cercare il petrolio nei mari che bagnano la Puglia e la Basilicata. La multinazionale – come riporta il Sole 24 Ore – ha avviato, al ministero dell’Ambiente, le procedure di valutazione di impatto ambientale per la ricerca di giacimenti nelle aree definite La Cerasa e Pignola, specificando che adotterà tecniche di ascolto del sottosuolo “non invasive”. Si tratta di tecnologie “passive” che non arrecherebbero disturbo all’ambiente, diverse insomma da quella dell’airgun che hanno scatenato le proteste degli ambientalisti.

Il consigliere del M5S Antonio Trevisi, che da tempo si sta occupando della questione in Consiglio Regionale, ribadisce ancora una volta un secco “no” alle trivelle e alle fonti fossili. “È una battaglia – dichiara Trevisi – che da sempre vede in prima linea il Movimento 5 Stelle, che per sensibilizzare cittadini e istituzioni ha dato vita per 4 anni consecutivi al tour “Giù le mani dal nostro mare”. Trivellare il mare – spiega il consigliere pentastellato – è un affare per i soli petrolieri: le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari senza dare alcun beneficio durevole. Tutto il petrolio presente nei fondali del mare italiano basterebbe a coprire solo 7 settimane di fabbisogno energetico, e quelle di gas appena 6 mesi. A fronte di ciò un eventuale incidente sarebbe invece disastroso in un sistema chiuso come il mar Mediterraneo – incalza il consigliere pentastellato – e l’intervento umano sarebbe pressoché inutile, come dimostra l’incidente avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato il più grave inquinamento da petrolio mai registrato nelle acque degli Stati Uniti”.

Trevisi spiega come il futuro per l’Italia sia rappresentato dalle energie rinnovabili, dall’efficienza energetica e dalla mobilità elettrica. “Il “petrolio” dei pugliesi è ben altro – afferma il consigliere – sono le energie alternative, insieme allo sviluppo sostenibile, alle innovazioni scientifiche,al turismo, alla pesca, alle produzioni alimentari di qualità. L’Italia produce più del 40% della sua energia elettrica da fonti rinnovabili, con 60mila addetti tra diretti e indiretti, e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro. Già oggi gli occupati nel settore delle fonti rinnovabili sono maggiori di quelli del mondo Fiat.”

Trevisi si rivolge al Presidente della Regione Emiliano per chiedergli di trasformare le parole dei mesi scorsi in impegni concreti contro le trivellazioni. “In consiglio regionale – conclude – abbiamo chiesto al Presidente della giunta regionale Emiliano di dare un seguito concreto agli annunci contro le trivellazioni e, alla luce della anomala moria di delfini e tartarughe sulle coste pugliesi, di indagare sull’accaduto accertando i danni delle trivelle sull’habitat marino”.