Pertusillo. Trevisi (M5S): “Studi sul monitoraggio delle acque finanziati con i soldi destinati alla discarica di Burgesi”

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La denuncia del pentastellato

antonio trevisiLECCE – “E’ inaccettabile che, sulla qualità dell’acqua che beviamo, si costruiscano delibere motivate sulla base di dati appresi a mezzo stampa e non da reali dati scientifici che la Regione dovrebbe già avere su temi così importanti come il rischio potenziale di contaminazione da idrocarburi delle acque del Pertusillo.” lo dichiara il consigliere regionale M5S Antonio Trevisi componente della V Commissione Ambiente: “Abbiamo dunque depositato una richiesta di audizione attraverso la quale vogliamo sapere a che punto sia lo stato di attuazione del programma di studi e quali siano siano gli esiti delle analisi e dei monitoraggi condotti fino ad ora”.

Trevisi fa sapere di aver depositato una richiesta di audizione in V commissione Consiliare dei direttori scientifici dell’Arpa Puglia e dell’Arpa Basilicata o loro delegati, dell’Assessore alle risorse idriche Giovanni Giannini e del Direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio dott.ssa Barbara Valenzano, in merito al piano di monitoraggio e controllo della contaminazione ambientale delle acque degli invasi del Locone e del Pertusillo approvato con la delibera n.567 del 2017.

La Regione ha approvato lo schema di accordo per realizzare il piano di studi e monitoraggio con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, l’Istituto di Igiene e Profilassi del Policlinico di Bari (HP), Facoltà di Veterinaria — Università di Bari

Ci lascia alquanto perplessi – incalza il pentastellato – che un’attività di studio approvata dalla stessa delibera, venga finanziata con risorse del Ministero dell’ambiente destinate al piano straordinario per la verifica ambientale nella discarica di Burgesi. Ma non solo: ci chiediamo come mai non sia stata prevista la collaborazione dell’Arpa Puglia nell’ambito delle attività previste dal piano anche in considerazione del fatto che Arpa è l’ente regionale preposto alle attività di studio e monitoraggio sullo stato di contaminazione delle matrici ambientali nonché quali collaborazioni si vogliano instaurare con la regione Basilicata non avendo competenze territoriali.”

Auspichiamo – conclude Trevisi – un chiarimento della Giunta su questo aspetto e non vorremmo che si tratti della solita manovra “simpatia” del presidente Emiliano che non porterà poi, come sempre accade, a nessun risultato concreto”.