Bari

A Noicattaro va in scena “La zia d’America” di Sciascia con Paolo Panaro

Sul palco del Teatro Cittadino di Noicattaro, sabato 27 e domenica 28 giugno, per «Tempo di storie» della compagnia Diaghilev, Paolo Panaro mattatore nella doppia veste di interprete e regista

NOICATTARO (BA) – Con “La zia d’America” di Leonardo Sciascia in un adattamento di Fabrizio Catalano, Paolo Panaro è mattatore nella doppia veste di interprete e regista per la rassegna «Giugno, tempo di storie» che la Compagnia Diaghilev realizza nel rinato Teatro Cittadino di Noicattaro con il patrocinio del Comune di Noicattaro – Assessorato alla Cultura all’interno del progetto «Teatro Studio 2026» sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Puglia. Due le recite, in programma sabato 27 e domenica 28 giugno, alle ore 20.30.

Il testo racconta il mancato rinnovamento italiano dopo la Seconda guerra mondiale, con la Sicilia che guarda invidiosa l’America, contrapposta alla vita locale, tutta da ricostruire.

La riflessione di Sciascia riguarda soprattutto la zia emigrata, la quale non riesce a fare di meglio se non dare la mano della figlia a un fascista. La vicenda è ambientata nel 1943, in un non precisato paesello della Sicilia. Il giovane protagonista racconta le speranze e le paure che vive insieme ai concittadini nell’attesa dell’arrivo degli alleati. La situazione però è strana. Il piccolo paese è sospeso nell’irrealtà del sogno. Infatti, non accade nulla, è come se il tempo si fosse fermato, come se gli eventi storici non sfiorassero nemmeno l’estrema provincia siciliana della quale il narratore si fa cronista. Eppure, gli americani arrivano.

E mentre una parte del paese prende a bruciare i ritratti di Mussolini e le tessere del fascio, l’altra festeggia i liberatori, cinque soldati Usa. All’indomani della Liberazione si scatena il caos, tra preti impauriti, donne di malaffare, avvocati traditori, mezzani che subdolamente si mettono a servizio dei soldati, prostituzione e mercato nero. I fascisti rimasti in paese hanno paura, soprattutto lo zio del narratore, che ai tempi di Mussolini era segretario amministrativo del fascio. E mentre gli eventi si susseguono con l’armistizio, la Repubblica di Salò e le prime consultazioni politiche, cominciano ad arrivare notizie dall’America, da dove la ricca zia del protagonista scrive che presto sarà in Sicilia, per un voto fatto alla Madonna del paese.

La guerra è finita, l’Italia si divide fra monarchici e repubblicani. Arrivano gli aiuti da oltreoceano, ma anche esortazioni e ricatti da parte dei parenti americani, che intimano di votare Democrazia cristiana. Immediatamente dopo il trionfo del rassicurante partito di De Gasperi, giungono in Sicilia la ricca zia americana e la sua famiglia. Il paesello appare loro brutto e sporco, e non saranno poche le incomprensioni che si creeranno con la famiglia d’origine e gli americani. I rapporti si logoreranno velocemente, a beneficio dello zio fascista che, ironia della sorte, si salverà emigrando nel Paese dal quale era stato sconfitto.

L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al numero 333.1260425

Redazione
Condividi
Pubblicato da
Redazione

L'Opinionista © since 2008 - PugliaNews24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio notizie - Privacy - Cookie Policy - Facebook - X