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Lecce, “A mangiarmi vivo” di Antonio Palumbo: domani la presentazione

Sabato 21 febbraio 2026, presso la Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce, nella Sala Archivio Carmelo Bene la presentazione della raccolta di versi “A mangiarmi vivo”, Musicaos Editore

LECCE – Sarà presentata, sabato 21 febbraio 2026, alle 18.30, alla Biblioteca Bernardini, negli spazi dell’ARCHIVIO CARMELO BENE, nell’ambito delle iniziative promosse da «La Poesia Detta» la raccolta di versi “A mangiarmi vivo” (Musicaos Editore, Collana Poesia) di Antonio Palumbo, dialoga con l’autore: Luciano Pagano (editore).

Nella serata gli interventi musicali di GRADUS – compagnia musicale, con Fabrizio Nuzzo alle percussioni, armonium e voce e Gaetano Fidanza al sassofono e la cantante e attrice Manuela Mastria.

“A mangiarmi vivo” di Antonio Palumbo

esprime in versi l’armonia che nasce dal nutrimento, la possibilità che l’esperienza del cibo, dalla preparazione alla sua assunzione, possa salvare l’uomo da un mondo autofago, con gesti di sopravvivenza dosati in foto/grammi di versi. Lo spirito si cela nei luoghi del corpo (“gabbia di sangue e d’oro”) per nutrirsi senza essere sbranato, ma l’anima, incolpevole e celata – come ci ricorda Nietzsche – “è” un corpo, esalare un respiro è l’attimo di uno sfrigolio, per accorgersi di essere transeunti, fatti di fiato, unguento, polpa, volo.

È un corpo sensuale all’opera che sente l’alimento esprimersi nel processo di offerta, dalle mani allo sguardo di chi prepara, senza che i sensi e il gusto diventino succubi di un ethos abitudinario. La vita e la morte si confrontano su un territorio vasto, “dalle braci alla branda”, il letto e il piano di cottura, in quel mare d’oro brillante che profuma racchiuso tra pareti d’acciaio.

È un percorso illuminato dalla consapevolezza

di un verso biologico, qui l’uccisione è un sacrificio, un gesto solenne, “poi ti seguirò, ne sono certo / non subito però”, la dolcezza di cui si parla è esteriore, non superficiale, “più dolce della sera / in cui cominciammo ad amare”.

Nel dialogo con la creatura non c’è gerarchia, la carne e il corpo, gli odori e gli umori, parlano prima delle parole, vibrano nelle ossa prima che in pensieri (“La fame non ha parole”). C’è simbiosi tra uomo e animale, bellezza tra i viventi e i loro organi, portatori di un soffio vitale incessante, ineffabile.

Ciò che finisce, qui, rinasce, transita, così come ciò che viene preparato, tagliato, nei percorsi di fuochi, bacinelle e acciaio, assume nuova forma, un verso come un sapore nasce dall’idea, provenendo da ingredienti che nulla facevano intendere. È il ritorno eterno, nutrimento sacralizzato, intimo, di un corpo che canta la vita.

[Luciano Pagano]

Antonio Palumbo

nato nel 1980, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università del Salento. Lavora per molti anni nell’ambito del teatro e delle arti performative. Nel 2015 realizza il suo primo lavoro come regista e attore, «WAITING FOR JOB, resistere è amare ancora», riscrittura originale ispirata alla figura di Giobbe. Dal 2017 è il cuoco di Trattoria Vardaceli a Castiglione d’Otranto (Le). Nel 2020 pubblica per Musicaos Editore la raccolta poetica «La lunga partenza».

«GRADUS – compagnia musicale» è un collettivo informale di operatori nel campo artistico e prevalentemente musicale promosso da Gaetano Fidanza. «A MANGIARMI VIVO» prevede l’intervento di Fabrizio Nuzzo alle percussioni, armonium e voce, e Gaetano Fidanza al sassofono. Si presenteranno inoltre due canti originali composti ed eseguiti dalla cantante e attrice Manuela Mastria, a partire proprio dalle parole di due testi poetici di Antonio Palumbo.

Il progetto «La Poesia Detta» è realizzato con il finanziamento del «Centro per il libro e la lettura».

Redazione Puglianews24
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