Lecce, Lamosa su caso Briatore: “Braccia aperte su chi vuole investire sul nostro territorio”

44

Il Consigliere comunale di Lecce città del Mondo, Antonio Lamosa, interviene nel dibattito sul turismo innescato dalle dichiarazioni di Flavio Briatore: “Se il Salento non si attrezza e non guarda avanti tra pochi anni rischia di avere una implosione”

logo comune LecceLECCE – “Chi, come Blasi o altri, non ha studiato nessun modello di economia, oggi si azzarda a commentare dichiarazioni rilasciate da quanti hanno saputo trasformare aridi territori in parchi turistici ambiti da tutto il mondo creando nuova occupazione.
E’ sufficiente andare a fare un giro per le varie strutture ricettive presenti a Porto Cervo per accorgersi che molti lavoratori sono di origine pugliese, calabrese, siciliana, lucana e campano, napoletani.
Si riempiono la bocca parlando di turismo culturale nel rispetto del territorio, ma la verità è che se il Salento non si attrezza e non guarda avanti tra pochi anni rischia di avere una implosione.
Ma come si permettono costoro a far scappare imprenditori per il semplice fatto che questi ultimi hanno affermato di aver fatto economia in giro per il mondo?
Si, è vero, parliamo di un target destinato solo ai ricchi e ai benestanti, ma non bisogna scordare che questo segmento turistico sviluppa un significativo indotto, a cascata sull’intero territorio.
Invito Briatore ad investire sulle marine leccesi, in particolar modo su San Cataldo. Sono ben lieto di accogliere chiunque voglia mettere a disposizione competenza, professionalità e danaro per riqualificare o dare nuovo impulso al nostro territorio.

Per “fortuna” dei leccesi e dei salentini chi si appresta a fare la prossima campagna elettorale a Lecce nel 2017 e al Parlamento italiano nel 2018 non ha alcuna cognizione su come si possa sviluppare un territorio danneggiato da politiche antieconomiche o – nel migliore dei casi – inconcludenti e raffazzonate. Emblematico l’esempio delle zone franche individuate dalla Regione Puglia e rimaste non solo franche ma vuote come la loro preparazione socioeconomica e culturale.
E allora braccia aperte a chi ha voglia di fare – salvaguardando ovviamente i vincoli paesaggistici – e non a chi è bravo solo a vincere la gara delle critiche e della demagogia spicciola. Naturalmente tutti coloro i quali hanno ruoli di responsabilità dovranno fare la propria parte, soprattutto puntando ad alleggerire le procedure burocratiche e ad “accompagnare” significativi sgravi fiscali per le aziende”.