Secondo Luciano Pagano, che dialogherà con l’autrice durante l’incontro dell’11 aprile: “Il «codice primitivo» diviene un gesto di hackeraggio poetico, virus controcorrente che risale al “quore” del culto di un “Io” posticcio, che si crede intelligente perché accetta di essere artificiale. Se la religiosità e il mistero divengono atto poetico di riconoscimento e ricongiungimento, «Codice primitivo» è il vaticinio del presente raccolto nell’antro di una sibilla elettrica».
La presentazione sarà anche luogo di incontro e dialogo musicale tra i versi di Paola Maritati e la musica di «Gradus Compagnia Musicale», coi musicisti Gaetano Fidanza, Fabrizio Nuzzo, Carolina Cezza.
Se la poesia, tra le anime che la compongono, ne possiede almeno una che attinge alla verità per poi trovare un modo di trasmetterla a chi tradurrà le parole lette in sensazioni, è vero che la poesia di Paola Maritati si muove in una zona indecifrabile ai più – oramai per lontananza – e a lei chiarissima, dove la verità di ciò che accade e il mondo, costituiscono una cosa sola. Un codice di indagine che racconta con ricercata e affilata spontaneità ciò di cui siamo fatti, con le emozioni, i gesti, le paure; un codice che è regola connaturata al nostro essere, un programma che diviene dialogo e non trattiene nulla delle convenzioni.
Qui ci sono i rapporti quotidiani che transitano attraverso il potere e la poesia che transita attraverso i corpi, gli umori che suscitano reazioni controllate e desideri irrazionali; la verità poetica suggerisce che ogni testo, per essere vero, deve erompere come manifesto. Così pensiamo a quell’eternità vissuta ogni giorno con la serietà delle parole finite in un giro di filastrocca, mentre attorno le “etichette”, ovvero sia le morali piccine, incedono con il clamore dei proclami e dei giudizi. Insegue, questo codice, un risveglio, un’esortazione incessante “la mia parola, si perde / nel tuo andare sordo”. La poesia di Paola Maritati diviene una riappropriazione del proprio codice originario, sorgivo, naturale, originale, primitivo, senza che qualcuno scriva per noi le istruzioni del sentire e dell’agire, non solo poetico; senza stravolgere un dna insito per arrivare a una discussione delle leggi che regolano i rapporti sociali, le norme di vita, i governi degli uomini e delle donne che cercano una forma di resistenza al di qua del delirio delle masse.
GRADUS – compagnia musicale è un collettivo informale di operatori nel campo artistico e prevalentemente musicale promosso da Gaetano Fidanza.
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