Corigliano d’Otranto, doppio appuntamento con “Le Notti di Perseo dei Radiodervish”

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Nell’ambito della programmazione di Art&Lab Lu Mbroia oggi e domani i Radiodervish proporranno “In Prima Luce”, un live dedicato alle origini della band e “No Time No Space”, un tributo a Franco Battiato

CORIGLIANO D’OTRANTO (LE) – Prosegue la programmazione di concerti, appuntamenti e rassegne dell’Art&Lab Lu Mbroia di Corigliano d’Otranto. Oggi, mercoledì 10 e domani, giovedì 11 agosto si rinnova anche quest’anno il doppio appuntamento con Le Notti di Perseo dei Radiodervish. I suoni mediterranei della band ritornano per la mini rassegna diventata oramai una loro tappa tradizionale nel Salento con un duplice concerto che si snoda lungo due progetti speciali. Mercoledì 10 (ore 21:30 – contributo associativo 15 euro) la prima serata accoglierà In Prima Luce, una rivisitazione del loro primissimo repertorio musicale, prodotto durante il periodo d’esordio artistico con gli Al Darawish. Giovedì 11 (ore 21:30 – contributo associativo 15 euro) spazio a No Time No space, un tributo a Franco Battiato. Dal 1997 la band, più di ogni altra, canta di uomini e donne appartenenti a quell’umanità multiculturale, nomade e sradicata, alla ricerca di varchi e passaggi tra Sud e Nord, tra Oriente e Occidente. Prima dei concerti (dalle 20:30) sarà possibile degustare primi e secondi piatti, insalatone, verdure accompagnati dai vini della Cantina Duca Carlo Guarini.

In Prima Luce è lo spettacolo live nel quale i Radiodervish cercano di restituire il racconto di un’epoca gravida di trasformazioni che ha caratterizzato l’Italia dei primi anni novanta ad oggi. Infatti a partire dagli anni ’90 del secolo scorso i Radiodervish sono stati una realtà musicale dalla vocazione interculturale che ha ospitato musicisti italiani, palestinesi e greci e che si è proposta come un laboratorio del mondo globalizzato che da li a poco avrebbe preso forma. Si tratta di vibrazioni che hanno dato vita a diverse esperienze musicali e che hanno caratterizzato un periodo fertile della musica italiana. Le canzoni dei Radiodervish invitano l’ascoltatore a contattare una idea di cultura dialogante che ritrovi nella sua vocazione mediterranea la forza per costruire un inedito umanesimo al fine di generare un mondo plurale. In questo senso i Radiodervish tracciano da subito la rotta della loro poetica musicale, dando vita a un originale cantautorato che amano definire “mediterraneo”. L’incontro tra culture diverse viene da loro declinato musicalmente in un incontro tra mondi sonori differenti, accompagnati da testi colti che uniscono lingue diverse, dall’italiano all’arabo, dal francese allo spagnolo e all’inglese.

A un anno dalla morte di Franco Battiato i Radiodervish portano in scena “No Time No Space”. Un concerto “Spirituale”, questo il tributo che nasce dall’incontro tra i Radiodervish e la musica dell’artista catanese. Franco Battiato ha creato un percorso originale nella musica italiana che ha incrociato la ricerca artistica a quella spirituale. è stato anche un punto di riferimento importante per il cantautorato mediterraneo dei Radiodervish che hanno condiviso con lui diverse esperienze artistiche e personali. I Radiodervish si trovano quindi ad essere parte di questo pop-spirituale da lui tracciato. Ed è proprio questo il percorso intorno al quale si sviluppa il concerto tributo che prevede la condivisione di originali interpretazioni delle canzoni di Franco Battiato affiancate dai brani dei Radiodervish più consonanti. Sul palco Nabil Bey (voce, buzuki, percussioni), Michele Lobaccaro (chitarra, basso, cori), Alessandro Pipino (tastiere, fisarmonica, cori), Pippo Ark D’Ambrosio (percussioni e batteria).

Venerdì 12 Agosto (ore 21:30 – contributo associativo 7 euro) la serata si aprirà con Cesare Dell’Anna trio feat. Talla Ndiaye. Il progetto, che mette insieme il trombettista salentino e il cantante senegalese, unisce le sonorità della world music con le melodie balcaniche ed il progressive jazz. Un viaggio musicale, nato dalla cultura dell’accoglienza e dell’incontro, che dal Salento al Senegal condurrà in giro per il mondo. La band, nata dall’incontro tra musicisti pugliesi e africani, conduce il pubblico dagli spazi infiniti del deserto fino alle pianure del Salento, dalle atmosfere metropolitane alle magie musicali che abbracciano le terre che si affacciano sul Mediterraneo creando nuove commistioni e sonorità. A seguire sul palco la musica originale di ispirazione balcanica della Axon Orkestra formata da Dusty Brough (chitarra), Fabrice You (violino), Miles Jay (basso), Paul Bertin (sax) e Marco Peris (tapan). “Strumenti acustici suonati come se fossero elettrici, suono deciso, ricco, veloce. folle e creativo”, come si legge sulla loro pagina social. Axon: come se i venti che soffiano nei cinque continenti si fossero incontrati a Los Angeles per distillare musica dai colori gypsy, tango, rock, africana, orientale e jazz. Axon non conosce limiti, ed è forse questo che caratterizza maggiormente questo gruppo. Mescola tutta la musica e la trasforma in un mix incontrollabile, contagioso e libero. Axon interpreta un repertorio quasi del tutto originale, composto principalmente da composizioni dei suoi musicisti, tutti e tre nutriti dalla musica di tutto il mondo, composizioni da ascoltare ma anche da ballare.

Sabato 13 agosto (ore 21:30 – contributo associativo 20 euro – prenotazione obbligatoria 3381200398) Lu Mbroia ospiterà “L’anno che verrà – Canzoni di Lucio Dalla” con Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (sax soprano e baritono) e Natalio Mangalavite (piano, tastiere e voce). Tre personalità artistiche, provenienti da culture musicali diverse, ricche e versatili in cui non difetta estro, capacità interpretativa e innata voglia d’improvvisare. Gli argentini Javier Girotto e Natalio Mangalavite incontrano infatti la voce partenopea di Peppe Servillo: ne nasce un incastro musicale perfetto, un continuo stimolo e la voglia di inventare insieme nuovi percorsi musicali e nuove storie. “Lucio Dalla sapeva indagare il futuro con le sue canzoni da profeta e per questo ci avviamo con la lampada a ripercorrerle, canzoni antiche come la terra, ma con dentro un motore che guarda il domani”, sottolineano gli artisti. “Dalla ha sempre intercettato il comune sentire traducendolo in forma poetica e popolare, e le sue grandi doti di interprete hanno contribuito non poco a ciò. A noi, il tentativo di rileggere i suoi brani tenendo conto di tutto questo, sperando di indagare e ritrovare nella sua scrittura la capacità di fare della canzone un imprescindibile del nostro cercare la vita, del fare poesia”.

Domenica 14 agosto (ore 21:30 – contributo associativo 7 euro) appuntamento con Transalento, progetto di Kavita Soni (voce) e Andrea Presa (didjeridoo, facebass, percussioni e battiti elettronici). Un viaggio musicale dalla cultura tribale al suono del mondo contemporaneo. La voce antica del didjeridoo e quella mistica del canto indiano si fondono con la psichedelia dell’elettronica. La band, grazie ai canti tradizionali del sud Italia e dell’India, crea un’atmosfera suggestiva grazie anche ad un repertorio proveniente da dieci anni di ricerca musicale e di composizioni originali. Si mischiano note trancyfunky a ritmi irregolari, canzoni tradizionali a improvvisazioni jazz progressive in un crescendo di fusion con i beats tipici della tek music. Con l’ispirazione tratta dalle minoranze tribali di tutto il mondo Transalento sostiene le cause dei diritti umani.

Lunedì 15 Agosto (ore 21:30 – contributo associativo 7 euro) spazio allo spettacolo “Acqua e farina”. Giancarlo Paglialunga (voce e tamburi) e Salvatore Casaluce (chitarra) affiancati dalla personalità “ritmica” unica di Vito De Lorenzi, si incontrano in un progetto artistico originale e dal respiro internazionale. L’incontro tra i due musicisti, di estrazione artistica “quasi” opposta, il primo voce e tamburello storico della tradizione popolare salentina, il secondo chitarrista e compositore eclettico che spazia nei generi a lungo collaboratore del compianto Maestro Ennio Morricone e Nicola Piovani e Orchestra Roma Sinfonietta. Un incontro all’insegna di un comune denominatore: la radice folk che, nella musica come nei racconti, fa da background a un nuovo mondo sonoro. La tradizione del blues afroamericano e della cultura folk americana sviluppano una narrativa di linguaggi comuni a tutto il patrimonio della musica popolare del sud Italia. Acqua e farina sono i due elementi di base che generano pane e Vita. E da qui nuove ricette, nuove esperienze e varie commistioni che raccontano e narrano nel contesto della modernità.

Dopo l’anteprima di sabato 6 agosto, dal 16 al 22 agosto, Lu Mbroia ospiterà la terza edizione del festival Le vie del Melograno, ideata e diretta da Nabil Bey, che ospiterà Riccardo Tesi & Maurizio Geri (martedì 16), lo stesso Nabil Bey con Mirko Signorile (mercoledì 17), il musicista iraniano Pejman Tadayon (giovedì 18), Giuliana de Donno e Valerio Daniele (venerdì 19), La Cantiga de la Serena (sabato 20), Mesudí (domenica 21) e Fabrizio Piepoli (lunedì 22). La programmazione de Lu Mbroia proseguirà poi con la presentazione del libro “Fra la via Emilia e il West. Francesco Guccini: le radici, i luoghi, la poetica” con l’autore Paolo Talanca e gli interventi musicali di Massimo Donno (giovedì 25), il concerto dei Ghetonia (venerdì 26) e la serata “I Mascarimiri cantano gli Ucci” (domenica 28). Info e prenotazioni 3381200398 – lumbroia@massimodonno.it.

Art&Lab Lu Mbroia
Via vicinale di Sternatia – Corigliano D’Otranto (Le)
Per informazioni e prenotazioni
3381200398 – lumbroia@massimodonno.it