La cerimonia del 4 Novembre a Barletta

BARLETTA – In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Comune di Barletta rinnova il proprio impegno nella promozione dei valori della pace, della libertà, della democrazia e della solidarietà tra i popoli, nel rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica italiana.

Si è svolta questa mattina, presso il rivellino del Castello, durante il secondo conflitto mondiale sede del presidio militare, la cerimonia programmata dall’Amministrazione comunale alla presenza del Sindaco Cosimo Cannito, del Presidente del Consiglio Comunale Marcello Lanotte, di rappresentanti della Giunta, del Consiglio, di istituzioni civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Durante la cerimonia sono stati resi gli onori ai caduti nella difesa della città durante i tragici fatti del 1943.
Di seguito si è svolta la cerimonia provinciale in Piazza Caduti con la deposizione di una corona al monumento che ricorda i militari italiani deceduti nei vari conflitti.

Il messaggio del Sindaco Cosimo Cannito:

“Essere oggi qui, nel Castello di Barletta, luogo che nel settembre 1943 era sede del presidio militare della città, conferisce a questa celebrazione un significato particolarmente intenso.
Queste mura custodiscono la memoria di giorni drammatici, nei quali militari italiani e cittadini barlettani affrontarono le truppe tedesche, opponendosi all’occupazione dopo l’armistizio dell’8 settembre.

Una pagina dolorosa della nostra storia, segnata dal sacrificio di 37 militari caduti e 34 vittime civili, oltre che dalla deportazione nei lager nazisti di militari italiani catturati dopo la resa, tra i quali il colonnello Francesco Grasso, comandante del presidio militare.
A tutti loro dunque va oggi il nostro pensiero riconoscente. Il loro sacrificio appartiene alla storia di Barletta e alla memoria nazionale: una testimonianza di coraggio, di dignità e di fedeltà al proprio dovere, che la nostra comunità ha il compito di custodire e trasmettere alle nuove generazioni.

Le due Medaglie d’Oro, al Valor Militare e al Merito Civile, conferite alla nostra città rappresentano un riconoscimento solenne di quella storia.

Ma sono anche un impegno: ricordare non soltanto per onorare il passato, ma per trarne insegnamenti utili al presente.
Oggi, mentre in diverse parti del mondo la guerra continua a provocare morte, distruzione e sofferenza, il messaggio che proviene da questa memoria è quanto mai attuale.

La nostra Costituzione, nata dalle macerie della guerra e dall’esperienza della Resistenza, afferma all’articolo 11 che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Non è una semplice dichiarazione: è una scelta di civiltà, un principio che impegna le istituzioni e ciascuno di noi a sostenere il dialogo, il rispetto dei diritti umani e la ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti.
Nel celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rendiamo omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita e riconosciamo il valore del servizio svolto dalle donne e dagli uomini in uniforme al servizio della Repubblica.

La difesa della nostra comunità e delle istituzioni democratiche trova il suo significato più alto nella tutela della libertà, della sicurezza e della pace.

Come sindaco, a nome dell’intera città, sento il dovere di ribadire che Barletta non dimentica. Non dimentica i suoi caduti, i suoi cittadini vittime della violenza, i militari deportati e tutte le persone che hanno sofferto le conseguenze della guerra.
Ma la memoria non può fermarsi alla commemorazione. Deve infatti diventare responsabilità, educazione, impegno quotidiano per una società più giusta, libera e solidale.
Ricordare il settembre 1943, qui, nel luogo che ne fu testimone, significa scegliere ogni giorno la pace, difendere la Costituzione e consegnare alle nuove generazioni un futuro libero dalla guerra.
Viva Barletta, città della memoria e del coraggio.
Viva la Repubblica italiana.
Viva la Costituzione.
Viva la pace.”