Infertilità maschile, il “leccese” Carlo Foresta secondo ricercatore al mondo

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Prestigioso riconoscimento per il professor Foresta, cittadino onorario di Lecce: “Abbiamo scoperto la relazione tra papilloma virus, infertilità e abortività”

logo comune LecceLECCE – Quali sono i migliori centri di ricerca specializzati nello studio della fertilità maschile? La rivista «Andrology» ha condotto una analisi bibliometrica che abbraccia 20 anni di letteratura scientifica in quest’ambito, dal 1995 al 2014. Nella comparazione emerge che l’Università di Padova è terza a livello mondiale, con ben 83 pubblicazioni scientifiche in merito e il professor Carlo Foresta, cittadino onorario di Lecce e direttore del Centro regionale di crioconservazione dei gameti, si posiziona al secondo posto della classifica dei docenti più attivi in ambito scientifico con 69 articoli pubblicati.

Siamo compiaciuti di questo risultato – commenta il professor Carlo Foresta – raggiunto grazie a una attività trentennale del Centro che, in ambito endocrinologico, andrologico e delle riproduzione, è stato autore di ricerche cliniche che hanno modificato la strategia di indagine e terapia della fertilità umana. Siamo stati tra i primi a individuare le cause genetiche dell’infertilità maschile; questo ha permesso di fare in modo attendibile una diagnosi di infertilità e, conseguentemente, di individuare i casi in cui è possibile effettuare la procreazione medicalmente assistita”.

Abbiamo scoperto la relazione tra papilloma virus, infertilità e abortività – prosegue Carlo Foresta – A livello internazionale l’applicazione di questo suggerimento è diventato infatti prassi clinica. Non solo, i nostri studi hanno dimostrato come nell’uomo l’attivazione della vitamina D avvenga nel testicolo, ed è diventata prassi clinica anche la determinazione di questa vitamina in tutti i soggetti infertili a rischio osteoporosi”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Lecce Paolo Perrone: “Il professor Foresta è a pieno titolo figlio adottivo di questa terra con la quale continua ad avere continui e proficui rapporti umani e professionali. Sono molto lieto, dunque, che la comunità scientifica abbia certificato le sue straordinarie competenze che ogni anno gli consentono di raggiungere e far conoscere importanti scoperte scientifiche nel campo dell’andrologia”.