In Puglia allarme abbandono scolastico, ActionAid: “Istruzione negata a milioni di studenti”. Al via la campagna

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actionaid, cartello 'tutti a scuola'

BARI – Lo scorso anno oltre il 13% degli studenti italiani ha abbandonato prematuramente gli studi. In Europa, solo i vicini maltesi e spagnoli fanno peggio di noi. Numeri che restano lontani dall’obiettivo fissato dall’Ue (10%)1 e che nascondo persistenti squilibri a livello territoriale. Nel Mezzogiorno i giovani tra i 18 e i 24 anni che lasciano la scuola con in tasca al più la licenza media si attestano al 16,3%, con un divario di oltre cinque percentuali rispetto a Nord (11%) e Centro (11,5%). Con il 15,6%, la Puglia registra uno dei tassi di abbandono scolastico più alto a livello nazionale2. Disuguaglianze croniche che la pandemia – con la prolungata chiusura delle scuole – non ha fatto che ampliare. A pagare il prezzo più alto sono stati i più vulnerabili, i minori provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. C’è dunque bisogno oggi più che mai di proseguire, e intensificare, gli sforzi per garantire a tutti, in Italia e nel mondo, il diritto all’istruzione. Per questo ActionAid rinnova il proprio impegno nella lotta contro povertà educativa e abbandono scolastico in Italia e nel Sud del mondo con la campagna “Tutti a Scuola!”. L’iniziativa solidale è attiva fino al 31 ottobre. Per donare basta un sms o una chiamata da rete fissa al numero 45511.

«La crisi innescata dalla pandemia ha confermato, una volta di più, il legame strettissimo e drammatico tra povertà economica e povertà educativa. Negare il diritto all’istruzione ai bambini e alle bambine significa precludere loro l’unica strada verso un futuro migliore. Per questo è necessario raddoppiare gli sforzi affinché nessuno resti indietro», commenta Katia Scannavini, vice segretaria generale di ActionAid Italia.

IL PROGETTO A BARI

In Italia il progetto coinvolge circa 3mila studenti e punta a contrastare la dispersione scolastica attraverso la riqualificazione di spazi fisici di partecipazione e aggregazione all’interno di scuole situate in aree caratterizzate da forte disagio sociale e un alto tasso di abbandono3. ABari in particolare gli interventi riguarderanno l’istituto Ettore Majorana, gli istituti comprensivi Grimaldi-Lombardi e Don Milani, in quartieri dove il prolungato isolamento dalla comunità educante non ha fatto che acuire la povertà educativa e il rischio dispersione. L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di contrasto all’abbandono scolastico che vede ActionAid impegnata da anni nel capoluogo pugliese4.

IL PROGETTO IN MALAWI

Lo stop – totale o parziale – negli ultimi 18 mesi è stato per milioni di bambini e adolescenti in tutto il mondo in media di 34 settimane (oltre otto mesi)5 con effetti deleteri su povertà educativa, abbandono scolastico nonché matrimoni forzati e gravidanze precoci6.

In Malawi ActionAid costruirà aule al coperto e servizi igienici per la scuola elementare di Chikunkha, nel distretto settentrionale di Nsanje, con l’obiettivo di garantire un’istruzione pubblica di qualità a oltre 6mila alunni, costretti a fare lezione all’aperto dopo l’alluvione che nel 2015 ha reso inagibile gran parte delle classi. Fenomeni climatici estremi e disastri naturali ciclicamente funestano il Paese africano con ripercussioni drammatiche sul diritto all’istruzione oltreché sull’economia e sulla sicurezza alimentare. Ultimo in ordine di tempo, il ciclone Idai nel 2019 ha distrutto gran parte delle scuole e i pochi edifici rimasti in piedi sono stati destinati all’accoglienza degli sfollati. La pandemia infine ha causato la chiusura totale delle scuole. E al rientro in classe moltissime alunne mancavano all’appello.

SPOSE BAMBINE E GRAVIDANZE PRECOCI

Secondo le stime del governo malawiano, sono almeno 3mila le spose bambine e almeno 2mila le gravidanze precoci registrate nel solo distretto di Nsanjein sei mesi di chiusura. A livello nazionale, dall’inizio della pandemia le gravidanze tra le ragazzine hanno superato quota 40mila, i matrimoni forzati oltre 13mila. Nel Paese le famiglie – impoverite e affamate ulteriormente dalla pandemia – ricorrono al matrimonio come meccanismo di sopravvivenza. Un fenomeno molto diffuso che il progetto messo in campo da ActionAid intende arginare attraverso percorsi di segnalazione e monitoraggio promossi in collaborazione con le istituzioni locali.

Il Malawi non a caso detiene un triste primato. È uno dei Paesi con il più alto tasso di matrimoni forzati al mondo, con circa il 42% delle ragazze sposate prima dei 18 anni e il 9% delle spose bambine minori di 157. Eppure il Paese non rappresenta un caso isolato. È piuttosto l’emblema di un fenomeno ampiamente diffuso che la pandemia ha aggravato con conseguenze drammatiche su bambine e adolescenti. Nel mondo si stima siano 650 milioni le donne che hanno contratto il matrimonio prima dei 18 anni. E ogni anno 12 milioni di ragazze diventano mogli prima dell’età adulta8. E una sposa bambina che diventa madre corre rischi altissimi per la propria salute. Si stima aumentino fino al 50% le possibilità di morte per sé e per il bambino nei primi giorni di vita. Senza contare i rischi durante il parto: dalla rottura della placenta alla fistola ostetrica fino alla morte9.

“DREAM BOOK” IN 20 PIAZZE ITALIANE

Per accendere i riflettori su povertà educativa e abbandono scolastico in Italia e in Malawi, il 10 ottobre in venti piazze tra Milano, Roma e Napoli tornano i volontari di ActionAid con “Dream Book”, iniziativa solidale giunta alla terza edizione. Con un piccolo contributo sarà possibile acquistare «il quaderno che realizza i sogni dei bambini» e sostenere la campagna “Tutti a Scuola!”10.

Alla campagna danno il loro supporto i testimonial di ActionAid, tra i quali il collettivo artisticoThe Jackal, l’attrice Claudia Gerini, la marciatrice Eleonora Giorgi, l’allenatore della Nazionale di pallanuoto italiana Sandro Campagna, la ginnasta Vanessa Ferrari, lo schermidore Daniele Garozzo e l’atleta Filippo Tortu, medaglia d’oro alle ultime olimpiadi di Tokyo.