Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

4 novembre

Ecco com’è andata

CASTELLANA GROTTE (BA) – Alla presenza delle autorità civili, delle Forze armate e delle associazioni combattentistiche e d’Arma numerosi cittadini hanno preso parte ai festeggiamenti della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che si è celebrata anche a Castellana Grotte lo scorso 4 novembre. Una giornata dedicata soprattutto alla commemorazione dei 184 caduti castellanesi. L’Amministrazione Comunale di Castellana Grotte ha fortemente voluto questo momento dedicato alla riflessione ed al ricordo del grande sacrificio umano della Prima Guerra Mondiale, che si è svolto grazie all’organizzazione del Comando di Polizia Locale, guidato dal Comandante Oronzo Cisternino, che ha affidato al Maresciallo Leonardo Ivone la pianificazione dell’evento.

La mattinata è partita con un corteo, formato dai rappresentanti delle istituzioni civili e militari unitamente alle delegazioni delle associazioni e delle scuole del territorio guidate dalla Banda “Vito Semeraro” che ha intonato brani patriottici. Dal palazzo municipale di via Marconi la manifestazione si è spostata al Parco della Rimembranza in piazza Caduti Castellanesi.

Giunti nel parco è stata depositata una corona d’alloro sul monumento dei caduti della prima guerra mondiale 1914-1918. L’adunanza si è poi trasferita presso la chiesa matrice per la celebrazione della Santa Messa. La mattinata è proseguita in Piazza Garibaldi presso il monumento dei caduti di tutte le guerre per l’alzabandiera con il picchetto d’onore e per depositare la corona d’alloro sul monumento.

Di seguito il discorso pronunciato per l’occasione dal Sindaco di Castellana Grotte Francesco De Ruvo:

Spettabili autorità militari, civili e religiose

Carissimi ragazzi, cari concittadini

ci ritroviamo nuovamente in questo luogo caro alla memoria di noi castellanesi per il suo grande significato. Questo monumento ci richiama alla mente nomi, volti e anni passati, memoria di quanti, nel tempo, hanno dato la propria vita per la creazione della nostra amata nazione. Oggi celebriamo l’Unità d’Italia, ricordiamo la battaglia di Vittorio Veneto, che segnò la conclusione della prima guerra mondiale e portò all’unificazione del nostro paese.

Siamo tutti figli di una nazione unita ed anche giovane che ha solo 101 anni, e questo nostro sentimento di fratellanza lo dobbiamo anche alle nostre forze armate, che oggi celebriamo affettuosamente, e anche ai tanti nomi che troviamo scritti qui, nostri concittadini che hanno dato la vita per vederci insieme, che hanno creduto – sin dal primo momento – in un’unica, sola, grande nazione italiana.

Anche Castellana, un piccolo paese di provincia, ha dato il suo triste contributo in termini di vittime. 184 caduti per l’indipendenza, la patria, la libertà e la democrazia.

Si racconta che poco prima che la guerra tra l’Italia e l’Austria fosse dichiarata, Castellana, come del resto in tutta la provincia di Bari, visse momenti di trepida attesa, perché era il popolo tutto che voleva l’unità senza se e senza ma. Il popolo era fiducioso nelle sorti di quel conflitto. Le madri incoraggiavano i figli e questi, col loro entusiasmo, facevano ben sperare nell’esito finale.

Un’euforia che tuttavia durò poco. Quel conflitto, che doveva essere una guerra lampo, si tramutò in poco tempo in una estenuante guerra di posizione. E fu così che quei ragazzi giovanissimi, reclutati nelle campagne e partiti con il treno per raggiungere il fronte, si ritrovarono a vivere la terribile esperienza delle trincee, lunghi corridoi, profondi poco meno di due metri, che comparvero da subito anche sul fronte italiano: in pianura, sull’altopiano del Carso ed in mezzo alla neve.

Negli anni che anticiparono il conflitto, Castellana, che all’epoca contava poco più di 11mila abitanti, fu protagonista di un eccezionale ripresa economica che tuttavia dovette subire un brusco arresto proprio per l’ingresso dell’Italia in guerra. Tutta la manodopera fu inevitabilmente spostata per cercare di velocizzare la fine del conflitto. E ad arrestarsi, purtroppo non fu solo l’economia, si arrestò un’intera generazione di ragazzi. 16 milioni le vittime tra militari e civili in tutto il mondo, scomparsi nel fango delle trincee, nelle macerie dei palazzi andati distrutti e nelle epidemie che trovarono nella carestia e nella fame generale terreno fertile per la loro proliferazione. Fermi in quelle trincee si moriva tutti i giorni, per fame e scarse condizioni igieniche. Quella dura vita, le privazioni materiali, la costante minaccia della morte, comportò anche enormi conseguenze psicologiche collettive e individuali che sfociavano nella nevrosi da combattimento. Chi ne era vittima veniva definito “mutilato nell’anima”.

Le notizie che arrivavano dal fronte fecero intuire che la Guerra non sarebbe finita presto, ma nonostante tutto Castellana continuò a muoversi sotto due parole d’ordine: resistere e vincere!

Chi restò in paese non rimase con le mani in mano e subito dopo l’inizio del conflitto furono costituiti in molti paesi della provincia comitati di supporto. Anche Castellana ne aveva uno, prese il nome di “Comitato di Assistenza Civile e Morale”. Le donne, riunite in questa associazione, tessevano la lana giorno e notte per creare calze e maglie da inviare nelle fredde trincee del nord Italia. Le poche fabbriche vennero convertite in polveriere. La distilleria De Bellis di via Conversano, nei pressi della stazione ferroviaria, nel febbraio del 1918 divenne fabbrica di proiettili.

La prima vittima castellanese della Grande Guerra aveva solo 19 anni. Quel conflitto mutò la vita dei castellanesi in maniera indelebile.

Il sacrificio di tanti giovani chiamati alle armi e le sofferenze delle popolazioni civili coinvolte negli eventi bellici non devono mai essere dimenticate. Il ricordo di questa storia deve essere tenuto vivo per il grande rispetto che dobbiamo avere nei confronti del sacrificio. Questo non per esercitare una vuota e simbolica commemorazione, ma per acquisire la profonda consapevolezza che certe drammatiche pagine di storia non vengano più scritte.

Questo elenco di concittadini, che abbiamo di fronte a noi scolpiti su questo Monumento, oggi risplende di luce propria. Questi nostri antenati hanno dato la vita alla Patria con Castellana nel cuore.

Oggi per noi e per l’Italia intera non è solo un giorno di riflessione e commemorazione, è anche il giorno della festa delle Forze Armate, segno tangibile di una riconoscenza e di un sentimento che non viene mai meno nei loro confronti. Perché contribuirono in modo determinante al processo di unificazione nazionale, reso possibile attraverso il ruolo da esse svolto.

A nome della comunità che mi onoro di rappresentare, mi sento di dover rivolgere un ringraziamento particolare alle Forze Armate che operano sul nostro territorio per l’impegno quotidiano e silenzioso svolto a favore della collettività. Un pensiero commosso sento di rivolgere a quanti ancora oggi, nostri concittadini appartenenti alle forze armate, con coraggio, a volte mettono a repentaglio la propria vita, per garantire la nostra sicurezza, la legalità e la promozione del senso civico. Grazie a tutti i rappresentanti che con la loro presenza quest’oggi hanno voluto testimoniare la vicinanza reciproca tra forze dell’ordine e comunità. Grazie al Comando della Polizia Locale che con spirito di servizio e abnegazione ha organizzato questa giornata.

Che il sentimento di patria possa sempre essere vivo e radicato nei nostri pensieri. A noi, uomini, donne e giovani di questo nostro tempo, la responsabilità di costruire un mondo di pace e di servire ed amare il nostro Paese con tutto il nostro cuore. Impegno e responsabilità siano i presupposti per costruire il futuro, perché l’Italia la facciamo noi, giorno dopo giorno.

Esaltiamo sempre, e non solo oggi, l’eccezionale valore delle Forze Armate che, ogni giorno, si impegnano con coraggio e dedizione ad affrontare sfide ad alto rischio, in difesa della nostra sicurezza, della tutela della libertà individuale e del mantenimento della pace. Quella di oggi è una grande festa di famiglia che si ritrova insieme unita. Questa presenza di tutti i militari figli di Castellana, in servizio in Italia ed all’estero, ci onora ed oggi ritrovano la propria origine e ricevono l’abbraccio di tutti noi. È un grande orgoglio avervi qui non come ospiti ma come figli amati.

Il commosso ricordo dei caduti, in un filo ideale con il passato, ci proietti al futuro.

Buon 4 novembre a tutti, con il tricolore nel cuore!“.

Francesco De Ruvo, Sindaco di Castellana Grotte.