Ernesto Abaterusso: “Si lavori per la realizzazione di un’azienda unica dei trasporti”

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Le dichiarazioni del rappresentante di Articolo 1 – Mdp

ernesto abaterussoBARI – “Quanto è avvenuto in questi giorni, sul versante del trasporto pubblico, ci richiama ad una responsabilità politica di prima grandezza. Dobbiamo superare negligenze e gravi ritardi, ma dobbiamo lanciare anche idee-forza che comincino a cambiare in via strutturale un sistema che rischia il collasso e che non risponde alla forte domanda di mobilità che viene dai cittadini del nostro territorio e dagli ospiti che, stagionalmente, si recano nel Salento. Ecco la ragione che mi spinge ad una riflessione più di fondo che riguardi l’assetto del trasporto pubblico e delle società che fanno capo, in questa regione, alle istituzioni. Alla Regione, alle Province, ai Comuni. Da questo punto di vista mi sento di dover rilanciare una proposta che, nel 2009, con scarso successo di attenzione da parte del centrodestra, avanzò l’allora Presidente di STP di Lecce, Umberto Uccella. E, cioè, l’Azienda Unica della Mobilità del Grande Salento. L’idea è quella di mettere insieme STP di Lecce e Brindisi e CTP (Compagnia del Trasporto Pubblico) di Taranto, per costruire un’unica società del trasporto pubblico che serva organicamente i territori delle tre province, svolga un esercizio più razionale ed abbatta i costi, rimaneggiando le economie di scala”. Questo è il passaggio cruciale dell’intervento di Ernesto Abaterusso, il quale ha poi precisato la proposta. “Da subito va aperto un tavolo che coinvolga la Regione, le Province interessate e le società pubbliche dei trasporti per varare un’agenda ed un percorso che rendano possibile la realizzazione del progetto nei tempi più ragionevoli possibili. D’altro canto, la felicissima intuizione del Grande Salento come entità territoriale omogenea – ha aggiunto Abaterusso – rischia di appannarsi, se non si fa avanti un processo di unificazione dell’offerta pubblica nel campo della mobilità urbana ed extraurbana”.
Successivamente, il Presidente del Gruppo è entrato nel dettaglio dei compiti che una nuova società con quelle caratteristiche dovrebbe avere, sostenendo che “va superata la rigidità delle linee che, ad oggi, vengono effettuate e che, nella sostanza, per ciò che ci riguarda, si rivolgono ad una platea di utenti importante ma non sufficiente a soddisfare l’insieme di una potenziale domanda di trasporto che, con una nuova offerta di qualità, può conoscere dimensioni mai sperimentate finora. La stessa capacità operativa di un’azienda unica del trasporto potrà rendersi più razionale, proprio in un processo di effettiva integrazione tra i vari sistemi di trasporto che insistono sul territorio interessato: su gomma, su rotaia, aereo e marittimo. Che ovviamente, soprattutto pensando alle Ferrovie del Sud Est, come grande metropolitana di superficie, va fatto oggetto di priorità negli investimenti di risorse regionali, nazionali ed europee, come, d’altro canto, è già avvenuto con l’inserimento del progetto nella graduatoria del finanziamento del governo”.
Ernesto Abaterusso ha, infine, aggiunto la considerazione sull’abbattimento dei costi che un’azienda unica dei trasporti potrebbe registrare. “Passare ad un unico acquirente del carburante e degli altri materiali, pensare ad un’unica struttura di manutenzione che potrebbe servire anche i mezzi pesanti del trasporto merci e pervenire ad un nuovo programma di esercizio che si integri con FS, con FSE, che raggiunga l’aeroporto e i porti di Brindisi e Taranto, rappresentano una sfida senza eguali, per esaltare le peculiarità di questo grande territorio e per metterlo nelle migliori condizioni per competere con gli altri territori del Mezzogiorno e del Paese. La razionalizzazione e l’unificazione dell’insieme delle attività del trasporto del Grande Salento sarà anche l’occasione per introdurre definitivamente criteri industriali di gestione, improntati alla convenienza e all’economicità delle scelte e delle decisioni. Su questo, intendiamo proporre una sfida in positivo alle istituzioni, indipendentemente dalla loro composizione politica, alle forze della società e ad un sindacato via via più attento, non solo alla difesa dei diritti dei lavoratori, ma ai processi di governo dell’intero comparto del trasporto”.